di Luigi Cortese

Il conflitto israelo-palestinese ha radici molto profonde. Oggi si cerca di stigmatizzare i fatti parlando solo del recente attacco da parte di Hamas, ma non è giusto dimenticare anni di sopraffazione da parte degli israeliani verso il popolo palestinese. La storia della seconda metà del secolo scorso parla chiaro. Israele ha aumentato i suoi possedimenti a dismisura, quasi sempre a discapito del popolo palestinese che occupava quella terra da più di 2000 anni.

Ma non voglio fare un discorso storico, io voglio soffermarmi sulla becera diplomazia che, a suon di bandierine, fa finta di non sapere delle numerose risoluzioni dell’ONU contro lo stato di Israele per crimini contro la Palestina, e non ricorda la storica amicizia dell’Italia con la Palestina.

Oggi il Governo proietta la bandiera di Israele sui palazzi istituzionali, oggi gli uomini di Governo parlano di vicinanza al popolo di Israele. Ma dov’erano quando Israele bombardava la Striscia di Gaza con le bombe al fosforo bianco? Quando un cecchino israeliano uccideva un civile inerme con tanto di video? Dov’erano i politici italiani? Forse allora erano filo palestinesi, oggi che che sono al governo, e per farlo devono dichiararsi amici di Washington e di Tel Aviv, sono diventati filo israeliani.

La diplomazia dovrebbe essere usata per mettere fine al conflitto: ma quando un Governo si schiera apertamente con una delle parti in guerra non potrà mai essere considerato attendibile. Che si tolgano queste bandiere, e se proprio volete illuminare palazzi e monumenti fatelo con il tricolore italiano, poi armatevi di giudizio e serietà e andate a chiudere questo conflitto, con una pace giusta che non dimentichi i crimini di nessuna parte in causa.

Share via
Copy link
Powered by Social Snap