di Mattia Taricco

C’era da aspettarselo: il controllo sociale governativo sta progredendo e a farne le spese saranno gli italiani.

Apprendiamo da diverse fonti che il cosiddetto “prelievo forzoso”, inserito nella delega fiscale, è sulla strada del rafforzamento e dell’applicazione grazie al governo Meloni. Nella bozza della manovra, all’articolo 23, troviamo una norma fortemente voluta dall’agenzia delle entrate che titola: “Accesso alle informazioni e pignoramento telematico dei conti correnti”. In breve: l’AdER avrà accesso diretto alle informazioni sulle somme presenti sui conti di un cittadino debitore per poi procedere all’eventuale invio alla banca di un ordine di pignoramento. In un’Italia già vessata dal caro vita e da stipendi che non si adeguano alla crescente inflazione, anziché aiutare i lavoratori si procede ad applicare una norma tirannica figlia del peggiore liberalismo.

Il centrodestra al governo si conferma peggiore del banchiere Draghi per quanto riguarda le politiche sociali, alla faccia di chi si è fatto ingannare dalla fiamma tricolore della destra sociale presente nel simbolo. Ma d’altronde non poteva che andare così: qualsiasi partito di sistema si trovi al governo seguirà sempre gli ordini dello stesso. La direzione è chiara: si procede progressivamente alla distruzione delle garanzie sociali che tanto faticosamente sono state conquistate. Ciò che ci sembrava scontato, ossia che ogni individuo dovesse avere il diritto a una vita dignitosa, che includa cibo, alloggio, istruzione, assistenza sanitaria e opportunità per sviluppare appieno il proprio potenziale, sembra sempre più una barzelletta. Ma si riesce ancora ad ingannare il popolo molto finemente, le regole sono cambiate. Oggi il controllo sociale non si esercita più attraverso la sottrazione ma l’accumulo. Virtuale libertà contro repressione reale, ammasso di merci e prodotti che non ci servono per creare illusione di ricchezza e bisogni indotti.

Nella società odierna, quella della libertà, si può essere ciò che si vuole, si può scegliere il proprio genere, come farsi chiamare, comprare bambini e sfogare liberamente le proprie pulsioni sessuali, ma c’è una cosa che non può essere e non sarà mai accettata: l’essere poveri.

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