di Luigi Cortese (foto X)

Si incrinano le relazioni diplomatiche tra Russia e Israele, l’ambasciatore Russo alle Nazioni Unite, Vasily Nebenzya, durante la seduta di emergenza dell’assemblea Generale dell’ONU ha affermato che Tel Aviv non ha diritto a difendersi “in quanto potenza occupante”.

Nebenzya nel corso della stessa riunione ha anche affermato che Israele ha il diritto di “garantire la propria sicurezza” ed a “combattere il terrorismo“, dichiarazioni che, se messe a confronto con quella di “paese occupante“, suonano come una presa in giro dello stato di Israele. Il diplomatico russo ha concluso il suo intervento criticando gli Stati Uniti per aver cercato di promuovere la normalizzazione dei rapporti tra lo Stato ebraico e i Paesi arabi prima di qualsiasi accordo tra israeliani e palestinesi.

Quanto accaduto in seno all’ONU segna la fine dei già delicati rapporti tra i due paesi. A Tel Aviv erano già pesati i nove giorni di attesa di Putin nel chiamare Netanyahu dopo l’attacco del 7 ottobre, oltre a non aver avuto parole di condanna verso Hamas. Ora che la Russia ha avuto il coraggio di definire Israele “paese occupante” i rapporti sono del tutto irrecuperabili.

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