di Gloria Callarelli

Un colpo di mano inevitabile: alla fine è arrivata la querela di Roberto Fiore per i pm che hanno indagato sul 9 ottobre. L’accusa ha un peso notevole: l’aver ignorato prove importanti che potevano scagionare lo stesso leader di Forza Nuova e gli altri attivisti e militanti del movimento sui fatti della protesta no green pass di fronte alla Cgil. La richiesta avanzata dal Gip, Gianfederica Dito, non è cosa da poco: dieci anni di reclusione per una devastazione in punta di diritto difficile da provare e tecnicamente riducibile ad alcune suppellettili messe soqquadro (da chi?). Circa 20mila euro di danni in tutto. Viene da chiedersi: dieci anni per così poco? E’ stato fatto tutto il possibile per chiarire i fatti? E se no, perchè? Da mesi va avanti un processo che certamente lascia molti dubbi. Sui fatti è stata presentata anche un’interrogazione parlamentare da parte del senatore di Forza Italia, Pierantonio Zanettin, mentre ne hanno scritto sia il giornale Il Riformista che il quotidiano l’Unità. Una petizione è stata lanciata affinchè vengano rispettate le libertà delle persone e contro persecuzioni politiche o di pensiero. Noi abbiamo intervistato il giornalista Jacobazzi de “Il Dubbio” che pure sulla vicenda avanza parecchie perplessità.

Dottor Jacobazzi grazie per la Sua disponibilità. Andiamo immediatamente al nocciolo della questione: cosa non va, secondo Lei, nel processo per i fatti del 9 ottobre?

Evidentemente in questa vicenda le ombre sono davvero tante. La prima cosa che balza all’occhio è questo video depositato dalle difese: si nota in esso chiaramente che vi è un soggetto che apre, sottolineo apre, la porta ai manifestanti dopo essere entrato dalla finestra. Si vede che è una persona che conosce gli ambienti. lo si vede da come si muove con celerità, con sicurezza. La difesa nel processo chiede di conoscerne l’identità ma ancora nulla. Un filmato davvero inquietante: questa persona entra, esce, viene controllata anche dai carabinieri (?). L’unico per altro, in una protesta contro le restrizioni, contro il green pass ecc, che indossa la mascherina. Sono cose che balzano agli occhi.

Eppure…

Eppure, già. E’ stata fatta anche un’interrogazione parlamentare su questo da parte dell’onorevole Zanettin per sapere se da parte della polizia di Stato fossero stati fatti accertamenti. Ad oggi, dopo mesi, il ministro Piantedosi non ha mai risposto. Bisognerebbe fare chiarezza.

Risponderà mai?

Forse non risponderà mai. Non so però se una cosa così è tollerabile.

Quali altri punti reputa poco chiari?

Le richieste di condanna presentano pene altissime per cui va chiarita, ad esempio, anche la deposizione di uno dei funzionari riguardo la deviazione del corteo alla Cgil. Alla richiesta di uno degli imputati arrivò l’autorizzazione. Ma qualcuno avrebbe dovuto dire: che andate a fare alla Cgil? Non c’è nessuno! Possibile che non sapessero che la sede era chiusa? Era tempo di Covid per altro. Invece li fecero andare: (col senno di poi ndr) un permesso poco chiaro. Una gestione dell’ordine pubblico cha lascia a desiderare, molti punti oscuri.

In tutto questo arriva la querela ai giudici da parte di Fiore.

Adesso che faranno i giudici? Curioso saperlo. Ad ogni modo mi auguro davvero che, anche attraverso questo atto, si possa fare luce sulla vicenda. Troppe le ombre che devono essere diradate.

Il processo si chiuderà il 17 novembre.

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