di Mattia Taricco

Il presidente del Senato Ignazio La Russa ha espresso vicinanza a Anna Paola Concia e l’ha invitata a partecipare al concerto di Natale che si terrà a Palazzo Madama.

La dichiarazione arriva a ridosso del recente voltafaccia del ministro Valditara, il quale dopo le pesanti polemiche scatenate per la nomina della Concia a coordinatrice del progetto di educazione affettiva nelle scuole ha ritirato la proposta. Ricordiamo che la ex deputata Dem si è sempre distinta per un forte sostegno indiscriminato e acritico nei confronti delle politiche LGBT e la sua nomina avrebbe rappresentato un autostrada per l’entrata dell’ideologia Gender tra i banchi di scuola.

La Russa, che secondo i sostenitori di Fratelli d’Italia dovrebbe essere uno dei personaggi più conservatori sotto questo punto di vista, che esprime solidarietà è dunque un fulmine a ciel sereno? Oppure c’era da aspettarselo? Da parte nostra, che conosciamo le dinamiche del dissenso controllato, ma è bastato anche solo semplicemente assistere a questi anni di governo di FDI, non è una vicenda così fuori dal normale, anzi. Ma, per tutti i “patrioti difensori della famiglia” che hanno votato per la Meloni? Se poi si considera che il Natale è chiara espressione di una festività di famiglia, tradizionalmente parlando, l’invito risulta ancor più fuori luogo.

Probabilmente il presidente del Senato, sentendosi leggermente vetusto, voleva essere un po’ più alla moda e politicamente corretto, sperando sempre di ottenere quel patentino di eleggibilità elargito dalle sinistre, che però anche in questo caso probabilmente non arriverà.

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