di Luigi Cortese

E’ di poche settimane fa la notizia della condanna di Mario Roggero, il gioielliere di Grinzane Cavour, a 17 anni di carcere oltre al risarcimento esorbitante alle famiglie di chi l’ha aggredito. La sentenza ha dell’incredibile, soprattutto per la sproporzionata cifra data, per ora, riconosciuta alle famiglie dei rapinatori. Si perché è giusto sottolineare che questi soggetti che beneficeranno della liquidazione vivevano di espedienti e reati fatti dai loro familiari.

E’ ancora vivo oggi il ricordo di Ermes Mattielli, il rigattiere di Scalini (VI) che nel giugno del 2006 per difendersi dall’ennesima rapina sparò all’interno del suo cortile contro due nomadi entrati armati di spranghe. Ermes era inabile al lavoro, e questi soggetti approfittandosi della sua disabilità l’avevano preso di mira nelle loro scorribande.

I due soggetti della storia di Ermes hanno ricevuto una provvisionale di 135mila euro da parte del tribunale, soldi che il povero Ermes non aveva: anche per questo ennesimo colpo da parte di uno stato cieco, verso chi subisce rapine e furti, il suo cuore non ha retto. Ermes era solito dire “derubato di notte e deriso di giorno”, riferendosi proprio a quanto accaduto prima con il furto e poi con la sentenza.

Bene: oggi dopo circa 17 anni ci ritroviamo nella stessa situazione. Due personaggi scelgono di vivere pericolosamente, andando a rapinare un onesto lavoratore, che, stanco delle angherie subite decide di difendersi. Mario impugna l‘arma e spara. Un giudice decide che questo comportamento è da sanzionare e lo condanna a 17 anni di carcere, oltre al versamento di una provvisionale di circa 500mila Euro.

Ecco che ci ritroviamo davanti ad una situazione kafkiana, questi soggetti hanno scelto liberamente di fare un “lavoro” rischioso, un “lavoro” che in Italia è sanzionato dal codice penale, quello stesso codice che oggi invece gli riconosce un risarcimento come un “normale e onesto” lavoratore morto sul luogo del suo lavoro, ma non è così questi soggetti erano dei criminali, e le loro famiglie invece di chiedere soldi dovrebbero dimostrare come hanno vissuto fino ad oggi, perché se non hanno redditi certificati sono complici dei due morti e per questo dovrebbe pagare con il carcere per aver rapinato, truffato o qualunque altro reato di cui i loro congiunti si sono macchiati.

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