di Mattia Taricco

Dopo la recente e famosissima intervista del giornalista statunitense Tucker Carlson al presidente russo Vladimir Putin (che si trova tradotta integralmente anche qui su Farhenheit2022), non si fermano le polemiche. A rilanciarle è stato proprio lo stesso giornalista durante una intervista alla CNBC, il quale ha dichiarato di essere rimasto scioccato dalla bellezza della capitale Russa e di averla trovata in condizioni nettamente migliori rispetto alla media delle città nel suo paese.

Riportiamo qui le sue dichiarazioni integrali: “Per me è stata scioccante la città di Mosca. 14 milioni di persone, e molto più bella delle città del mio Paese. Non ne avevo idea. E’ più pulita, più sicura, più bella. Come è successo? A un certo punto, io non penso che il cittadino medio si preoccupi di astrazioni, ma della concreta realtà della sua vita. Prendi la metro, ad esempio: molte persone a New York hanno paura perché è pericolosa. E ti chiedi quale sia lo scopo di una leadership: se un americano va a Mosca, a Singapore, a Tokyo, ebbene non importa come ci venga detto che sono gestite, su quali princìpi; queste città sono posti meravigliosi in cui vivere. Non hanno delinquenza, non hanno stupri.”

Che Tucker abbia scoperto l’acqua calda? Probabilmente per chi è ormai da tempo disilluso e immune alla propaganda sì, non necessariamente per molti altri cittadini abituati alla retorica del “brutto e cattivo”. Ma non si sta parlando di questioni ideologiche o politiche, ma semplicemente di realtà di fatto: basta infatti andare in un qualsiasi canale telegram che posta contenuti dalla Russia per vedere video, per esempio, della metropolitana di Mosca e accorgersi con i propri occhi delle abissali differenze a livello di degrado rispetto a qui. Il giornalista ha semplicemente riportato uno specchio della realtà, troppo spesso mistificata o celata dai nostri schierati media. Che il popolo russo sia più sicuro di poter vivere le proprie città, rispetto alle multiculturali società occidentali, è un dato di fatto. Al momento non risultano risposte o commenti a queste sue dichiarazioni, ma l’etichetta del filorusso o del complottista, ricordiamolo, è sempre dietro l’angolo.

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