di Luigi Cortese

Il Ministro degli Esteri israeliano, Israel Katz, ha dichiarato il presidente brasiliano, Inácio Lula da Silva, “persona non grata”: in Israele per aver paragonato le azioni militari israeliane nella Striscia di Gaza alla shoah. La risposta brasiliana non si è fatta attendere richiamando, tramite il ministro degli Esteri, il proprio ambasciatore in Israele.

La locuzione latina “persona non grata”, tradotta letteralmente persona non gradita, è usata nel gergo diplomatico per indicare le persone non accettate nel paese.

Il commento di Lula arriva da Addis Abeba, in Etiopia, dove si trovava di persona in riunione con l’Unione Africana. Lula ha detto: “Ciò che sta succedendo a Gaza non è una guerra, è un genocidio. Non è una guerra di soldati contro soldati, ma una guerra tra un esercito bene addestrato e donne e bambini”. Il commento di Lula ha poi associato quanto succede a Gaza alla shoah dichiarando: “Quello che sta succedendo al popolo palestinese non ha paralleli nella Storia. Anzi, ne ha uno: quando Hitler decise di sterminare gli ebrei”.

La reazione di Israele può essere inquadrata soltanto nella logica di presunzione di superiorità, status dal quale gli israeliani da oltre settant’anni pretendono di giustificare la loro politica espansionistica a discapito del popolo palestinese. Ma d’altro canto mostra una vulnerabilità diplomatica che apre ad un futuro meno tranquillo, se il governo proseguirà ancora con la stessa politica.

Share via
Copy link
Powered by Social Snap