di Gloria Callarelli (foto:x)

«Non possiamo escludere l’invio di truppe occidentali in Ucraina» : con queste parole Emmanuel Macron, presidente francese, ha dunque lanciato il sasso.

Una dichiarazione gravissima che per la prima volta, apertamente, apre alla possibilità di trascinare la NATO e l’Europa tutta in guerra aperta, senza nascondersi più, evidentemente, dietro al meschino invio di armi per la pace. Qualcuno fa finta di non sentire, qualcun’altro esclude senza mezzi termini la possibilità, come la Germania. Ma la cosa grave, se non si è capito, è che se ne parli. Come tutte le cose che abbiamo imparato a vedere fin troppo chiaramente, anche dalla guerra del Covid in poi, è che se se ne parla è già una prospettiva possibile. Vi faccio pochi esempi: gender nelle scuole, utero in affitto, eutanasia, lasciapassare verde. Se ne è parlato, si è negato tutto e il contrario di tutto. Si sono aperti dibattiti. Ma alla fine tutti questi argomenti “complottisti” dacchè erano improponibili, “fantasiosi”, “inventati”  che sono entrati nelle vite di tutti e sono finiti, guarda un po’, sui tavoli di scuola, sul lavoro e, infine, anche sui tavoli di chi ne può persino legiferare. Potete smentirmi?

E allora: la frase di Macron è la frase buttata lì da un capo di Stato che sta perdendo il senno? O forse l’apertura dell’ennesima finestra di Overton? Inquietanti anche le parole che si leggono nel famoso accordo Italia-Ucraina di queste ore, tragico finale di una messa in scena tanto grottesca quanto agghiacciante (sarà stato il freddo che si percepiva anche dalle immagini) in quel di Kiev di alcuni Capi di Stato tanto proni ai diktat e al teatro del Nuovo Ordine Mondiale da dover sopportare una conferenza stampa al gelo. C’era, purtroppo, anche l’Italia ed era in prima fila. Anzi il Belpaese e l’Ucraina hanno deciso che “lavoreranno insieme e con altri partner per garantire la capacità delle forze di sicurezza e di difesa dell’Ucraina di ripristinare completamente l’integrità territoriale all’interno dei suoi confini riconosciuti a livello internazionale e di aumentare la resilienza affinché sia sufficiente a scoraggiare e difendersi da futuri attacchi e coercizioni”. Roma e Kiev “coopereranno nella creazione di forze sostenibili in grado di difendere l’Ucraina ora e di scoraggiare l’aggressione russa in futuro”, si legge.

Non si parla ovviamente di truppe. Ma non è nemmeno escluso nero su bianco. E ne abbiamo viste delle “belle” ultimamente: diritti, libertà e Costituzione le hanno bellamente calpestate nei mesi del Covid. E attenzione che la martellante propaganda contro Putin, le minacce di Zelensky dichiarate a mezzo stampa di produrre la lista di proscrizione contro chi in Italia è filoputiniano, la censura dei mezzi di informazione indipendenti e contrari al pensiero unico dominante che sta avanzando anche in Europa, non sono fake news ma verità. Il popolo non ha nulla da dire? “Nessuno parla di promuovere tavoli di pace, nessuno parla (ma da diversi anni) di diplomazia. Si arriverà a dire che la guerra sarà inevitabile. Il popolo, imbambolato e assuefatto da un’informazione martellante e a senso unico, si troverà in mezzo alla catastrofe senza nemmeno rendersene conto” dice il consigliere regionale del Veneto, Stefano Valdegamberi, che non ha mai nascosto le sue simpatie per la Russia. E così mentre l’Europa ha già fatto partire la campagna anti dissidenti e Zelensky vuole i nostri nomi e cognomi, Macron chiama alle armi. Non so: cosa volete di più, che ci facciano un disegnino?

 

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