di Gloria Callarelli

In queste ore in Europa si discute sulla questione del primo settore, mentre è in arrivo il prossimo 27 marzo 2024 il responso del Food Alert, l’evento che lo scorso febbraio aveva portato industriali, professionisti, professori, governanti a testare un possibile scenario di crisi alimentare per discutere e trovare soluzioni da suggerire all’Europa.

L’ultimo divertimento dei potenti è quindi il “giochino” degli eventi: che siano pademici, alimentari o chissà, i tecnici si dilettano a simulare situazioni di allarme e decidere il da farsi successivo. Simulare ciò che, guarda un po’, potrebbe accadere in futuro. Qualcuno si ricorderà certamente la simulazione della pandemia messa in scena da Bill Gates e da tutta la cricca. Leggiamo nel sito del WEF: “Il Johns Hopkins Center for Health Security, in collaborazione con il World Economic Forum e la Fondazione Bill & Melinda Gates, ospiterà l’Evento 201: un esercizio di simulazione di alto livello per la preparazione e la risposta alla pandemia, a New York, Stati Uniti, venerdì 18 ottobre, dalle 08:45 alle 12:30 EDT. L’esercizio riunirà leader aziendali, governativi, della sicurezza e della sanità pubblica per affrontare un ipotetico scenario pandemico globale. Conterrà inoltre un’esperienza virtuale dal vivo dalle 08:50 alle 12:30 EDT per coinvolgere le parti interessate di tutto il mondo e i membri del pubblico in una conversazione significativa sulle difficili scelte politiche di alto livello che potrebbero sorgere nel mezzo di una grave pandemia”. Di lì a pochi mesi sarebbe scoppiata la cosiddetta pandemia Covid che avrebbe imbavagliato tutti e dato il là alla diabolica Agenda 2030 dei cambiamenti decisi.

Archiviato, al momento, l’allarme sanitario (ma restiamo sul chi va là, consci che lo stesso Bill Gates ha preannunciato con la sua consueta palla di cristallo una prossima pandemia) si spinge ora per quello climatico-alimentare. E così scopriamo appunto che i partecipanti al primo seminario Food Alert sono i membri della “Task Force” di crisi a cui è stato affidato il ruolo di “formulare raccomandazioni politiche per i decisori senior dell’UE, per affrontare una crisi alimentare in corso”.  Passa probabilmente da loro il menu a base di insetti e di cibi sintetici. E non è un caso che sia il settore agricolo quello, oggi, maggiormente preso di mira, indebolito, supercontrollato. In Polonia sta avvenendo la più grande rivolta del settore mentre in Italia le realtà agricole sono sempre più in difficoltà, strozzate da una burocrazia spietata e da cavilli che impediscono loro di poter coltivare in autonomia. In Molise, ci racconta Desiderio Pio, storico agricoltore locale, addirittura “viene impedito a chi ha oltre 70 anni di ricevere aiuti”, con le conseguenze del caso: sarà difficile continuare l’attività per chi da anni ha un’azienda e vuole continuare a produrre. Nicolina Testa, sua fidata collaboratrice, racconta che “la burocrazia sta distruggendo la vera agricoltura, a favore dell’intensivo e di tutti quei prodotti quotidianamente super trattati. Con il risultato che sulle nostre tavole si trova ormai di tutto, in particolare prodotti importati dall’estero, perchè le sovrastrutture europee, tra controlli e spese, ormai impediscono al settore primario genuino di fiorire liberamente”. I cosiddetti standard europei da rispettare, infatti, sono una mannaia per i piccoli e medi agricoltori che devono fare “spazio” alle oligarchie. Il piano di distruzione socio-economica che risponde, dunque, ai dettami dell’Agenda 2030 avanza.

I Paesi quindi non decidono più nulla, si adeguano a quelli che sono gli ordini dall’alto. Decidono i pochi ricchi globalisti e i tecnici quello che devono fare i governanti; a tutto svantaggio del popolo. Siamo nelle mani di massonerie volte alla distruzione dell’uomo. Ve ne siete accorti?

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