di Gloria Callarelli

Il re è nudo. L’Ucraina (la NATO, l’Ue, gli Usa, l’Occidente, le elite…), non che fosse mai messa in discussione la questione contro un gigante come la Russia, ha perso evidentemente la guerra ma le potenze occidentali soffiano sul fuoco cercando, in modo folle e suicida, costantemente di prolungarla.

Molteplici gli obiettivi di chi sta manovrando questo conflitto folle: creare il caos, indebolire certamente le economie europee potenziando quelle statunitensi, soggiogare i popoli, tentare di mettere in difficoltà le altre potenze, conquistare il potere nel mondo. Queste quelle più evidenti. Poi ci sono quelle interne alle elite, che hanno radici più profonde. Da un lato sembra esserci l’intento di svuotare l’Ucraina, terra che nei piani delle elite deve accogliere il business delle multinazionali e i popoli apolidi. Esistono gruppi che stanno insediando vere e proprie comunità simili a delle sette: prendete il movimento chassidico Chabad Lubavitch, che si sta stanziando ed espandendo sempre più nel territorio ucraino. Le connessioni del movimento con i potenti del mondo, dal presidente argentino Milei fino ad arrivare al genero di Trump, ormai suo ex consigliere, Jared Kushner (figura controversa che abitava al 666 di Wall Street…), sono notevoli. Dall’altro lato c’è l’obiettivo di sconfiggere la Russia, ultimo argine ad un potere che vorrebbe la Great Zion trionfare sul mondo.

E così, se l’Ucraina ha già perso, il prossimo obiettivo per insistere in questa missione diabolica potrebbe essere la Serbia, sempre attenzionata dalla NATO. “Nei prossimi giorni informerò il popolo serbo su tutte le sfide che lo attendono. Sarà dura, più dura che mai. Combatteremo. Vincerà la Serbia” così il poco rassicurante Presidente Serbo, Vucic, sul suo account Instagram. Misha Vacic, leader della “Destra Serba”, in proposito ha commentato: “E’ molto probabile che possa scoppiare una guerra. Il Kosovo in Serbia e la Repubblica Srpska in Bosnia sono due punti dove Bruxelles e Washington vogliono, dopo aver perso in Ucraina, aprire nuovi fronti di conflitto contro un nemico più debole dei russi: noi serbi appunto”.

In queste ore la situazione sui Balcani resta critica: l’elezione di alcuni sindaci di etnia albanese rischia di far scoppiare la scintilla. Non aiuta il rifiuto del consiglio di sicurezza dell’Onu di inserire nell’ordine del giorno un dibattito sul 25/mo anniversario dei bombardamenti Nato contro la Serbia, come chiesto dalla Russia. Un precedente indubbio. Anche in queste zone, tra parentesi, rispunta la figura di Kushner che potrebbe significare un avvicinamento di Trump alla Serbia, Ma Kushner resta una figura controversa: rampollo di una famiglia di immobiliaristi ebrei del New Jersey, dopo aver affermato “il potenziale grande valore immobiliare di Gaza” ha suggerito che i palestinesi “dovrebbero essere confinati nel deserto del Negev” come ha riportato il Guardian. Per inciso Kushner pare non si ripresenterà con Trump.

In tutto questo Lukashenko, dalla Bielorussia, ha commentato il dispiegamento di forze da parte di Polonia e Lituania, mentre tedeschi e americani continuano gli addestramenti vicino ai confini: “Sono interessati a iniziare questa guerra. Gente stupida“, ha affermato il leader bielorusso. Infine Putin. Il leader russo, imbestialito dall’attacco terroristico a Mosca, nel quale emerge sempre più chiaramente il coinvolgimento dei servizi segreti occidentali, ha dichiarato nelle scorse ore, a seguito delle parole al veleno di Macron che continua a giocare a fare Napoleone: “Se gli F16 sono utilizzati a partire da basi in Paesi terzi, per noi sarebbero un obiettivo legittimo, non importa dove si trovino”. Europa avvisata, mezza salvata.

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