di Roberto Fiore
Dottor Cazzullo,
ho letto oggi la sua lettera sul Corriere, che è sintetizzabile in due punti:
- I fascisti, “l’estrema destra”, i nazionalrivoluzionari continuano a ricordare i loro morti 45, 50, 55 anni dopo, come fossero morti ieri;
- degli autori delle stragi del terrorismo di destra, nessuno ha confessato nemmeno in punto di morte le sue responsabilità.
Dottor Cazzullo la risposta è unica per tutti e due i fatti: i giovani che furono uccisi di fronte alle proprie sedi, all’interno delle loro case e massacrati in ogni parte di Italia, sono oggi ricordati con particolare sentimento perché non ebbero mai nessuna giustizia. Per quegli omicidi nessuno andò in carcere, nessuno pagò e quasi mai si seppe il nome degli autori.
Nel caso di quello che Lei definisce “terrorismo stragista”, il motivo per cui nessuno parla, nessuno ammette, nessuno si pente, è perché anche qui non vi fu alcuna giustizia e nessuno dei fascisti commise le stragi.
Conosco tutti i processi dal 1969 al 1984; un esame corretto e approfondito di tutti i processi di stragi conferma un dato essenziale: che in tutte le stragi furono coinvolti la CIA e lo Stato italiano e i fascisti vennero coinvolti in virtù di quell’algoritmo antifa che oggi sembra ancora guidare le sue parole.
Nessuno si è pentito o ha confessato in punto di morte perché nessuno era colpevole.





Una risposta più vera non poteva essere data
Condivido la risposta di Roberto Fiore.
Mi permetto di correggere solo la sua ultima frase. In realtà, c’è stata una strage di cui è stato responsabile un fascista: la strage di Peteano del 1972, dove persero la vita tre carabinieri e altri due rimasero feriti. L’autore di quella strage, Vincenzo Vinciguerra, reo confesso, si è consegnato volontariamente alla giustizia, non si è mai dichiarato pentito e sta scontando l’ergastolo.
Anch’io sono d’accordo con Roberto Fiore .
Voglio solamente ribadire , quello che ho già detto nei miei commenti all’articolo di Luigi Cortese del 4 febbraio 2025 dal titolo “Elon Musk e mega : un’operazione di conquista travestita da patriottismo europeo” , che l’ultima fase della seconda guerra mondiale in Italia (1943 – 1945 ) non fu una guerra di liberazione , ma una vera e propria guerra civile.
“… stamattina mi son svegliato e ho trovato l’invasore … ” . Così recita una notissima canzone , cara alla sinistra . Il problema è chi fosse l’invasore straniero . Stranieri ed invasori furono i Tedeschi che invasero l’Italia da nord e stranieri ed altrettanto invasori furono gli Alleati che invasero l’Italia da sud . Gli uni supportarono una fazione politica gli altri supportarono l’altra fazione politica . Entrambe le fazioni erano , però , italiane , composte da italiani , ma aiutati da stranieri diversi . E’ giunto il momento di chiamare le cose con il vero nome . Nessuno mette in dubbio chi ha vinto quella guerra e nessuno però , dovrebbe dare un nome diverso a quello che è stato e , travisare così , la verità
storica .
Parafrasando le parole messe in bocca a Giulietta da William Shakespeare ( ” … la rosa avrebbe lo stesso profumo se chiamata con un nome diverso … ” Romeo e Giulietta ” , Atto II ) possiamo dire che una guerra fratricida ( o civile , che a dir si voglia ) rimarrebbe , comunque tale , anche se chiamata con un nome diverso .
Perché hai voluto ribadire una cosa che avevi già detto ?
Non ne vedo il motivo !
Invece si . Se vedi l’immagine , in alto a sinistra ,
nella domanda rivolta ad Aldo Cazzullo , è espressamente citata la guerra del 1943 – 1945 .
Il tema , di interesse prettamente storico , prima che politico , l’ho avevo già trattato appena qualche giorno fa , quale migliore occasione per ribadirlo ?
Appoggio in toto il commento di Roberto. Grande Roberto!