di Redazione
Riceviamo e pubblichiamo la lettera di un lettore.
Vivo a Castel Volturno da quattro anni, precisamente tra le zone di Pescopagano e Destra Volturno. Ho deciso di scrivere queste parole in forma anonima, non per vigliaccheria, ma per proteggeremi in un contesto dove la legge sembra essere un optional e denunciare diventa pericoloso.
Sono un affittuario, ma come tanti altri mi trovo coinvolto in una realtà paradossale: il contratto ufficiale riporta un affitto di 150 euro, ma in realtà ne pago 400. Quando ho provato a chiedere spiegazioni, mi è stato fatto capire chiaramente – con toni minacciosi – che se volevo la casa dovevo accettare quelle condizioni. Nessuna trattativa, nessuna legalità. O così, o niente. E questo succede ovunque, in silenzio, senza che nessuno intervenga.
Il quartiere è abitato in gran parte da extracomunitari, e ci tengo a precisare che non ho nulla contro le persone di colore. Tuttavia, la vera emergenza arriva da gruppi provenienti dall’est Europa, che si sono appropriati di case abbandonate sfondando cancelli, e in certi casi hanno addirittura minacciato i legittimi proprietari per impadronirsene. La situazione più critica è quella del viale Michelangelo Buonarroti e tutte le sue traverse, su entrambi i lati: molte abitazioni sono fatiscenti o completamente abbandonate, invase da erbacce e animali.
La mia casa stessa cade a pezzi. Intorno a me, topi di dimensioni inquietanti si muovono tra i muri e nei giardini. Non esiste una derattizzazione, né tantomeno una disinfestazione. I tombini sono ostruiti, e ogni pioggia trasforma la zona in una piccola Venezia, ma senza gondole, senza romanticismo, solo fango e disagi. Alcuni residenti, per poter uscire, sono costretti a indossare stivali da lavoro per raggiungere i cancelli di casa.
Solo da poco si è iniziato a raccogliere l’immondizia porta a porta. Ma fino a qualche mese fa, le montagne di rifiuti erano ovunque. Ricordo un operatore ecologico che, scoraggiato, esclamò: “Ma tutta questa immondizia da dove esce?”. Purtroppo, ne esce ancora troppa.
La sera, poi, arriva un altro incubo: l’aria si riempie di un odore acre e soffocante. Bruciano di tutto: plastica, mobili rotti, vecchi materassi. I falò accesi abusivamente sprigionano fumi tossici che entrano nelle case, costringendoci a chiudere le finestre anche d’estate. Nessuno interviene, nessuno controlla. E intanto respiriamo veleno.
Le risse tra persone ubriache sono all’ordine del giorno, sotto gli occhi di tutti, anche dei bambini. Ma quali bambini? Quelli educati devono assistere a scene da film dell’orrore, mentre altri ragazzi – privi di qualsiasi rispetto – ti sputano addosso o ti insultano nella loro lingua se osi fermarti per farli attraversare la strada.
La situazione diventa ancora più surreale quando si scopre che alcuni “residenti” vendono la residenza nelle loro abitazioni a 1000 o 2000 euro, a seconda del cliente. Tutto ovviamente in nero.
Esiste anche un servizio di “vigilanza” che si propone come custode delle abitazioni, al costo di 50 euro al mese, senza ricevuta né contratto. Ma attenzione: l’adesione sembra obbligatoria, perché a chi rifiuta viene detto chiaramente che “potrebbe succedere qualcosa”.
Queste stesse persone che offrono la “sicurezza”, sono anche agenti immobiliari abusivi, giardinieri e riscossori di quote di condominio, comprese quelle per la luce e la pulizia dei viali. Compresa, ovviamente, anche la “pulizia” dei tombini: un paradosso, visto che ogni volta che piove il quartiere torna sott’acqua.
E il sindaco? Lo vediamo fare video sui social, vantarsi delle pulizie nelle strade principali, ma mai mettere piede qui, dove la realtà è ben diversa da quella raccontata su TikTok.
Egregio Signor Sindaco, la invito a farsi una passeggiata in viale Michelangelo Buonarroti e nei suoi vicoli. Vedrà con i suoi occhi la disperazione, il degrado, magari anche qualche auto fatta a pezzi, probabilmente rubata.
Non tutto Castel Volturno è così. Basta andare a Bagnara o Pineta Mare per vedere che un altro tipo di convivenza è possibile. Ma qui a Pescopagano, siamo i dimenticati.
Chiudo con una nota amara ma doverosa: persino la spiaggia è diventata pericolosa. Sabbia nera, ferri arrugginiti, nessun servizio, nessun controllo. A volte ti graffi, a volte ti ferisci, e se sei fortunato finisci solo al pronto soccorso di Pineta Grande.
Questa è la realtà di un quartiere che sembra fuori dall’Italia.
Un posto dove regnano l’abusivismo, l’illegalità e il silenzio delle istituzioni.
E dove chi denuncia rischia.
Vox Populi
Un cittadino qualunque, ma non cieco.




