di Gloria Callarelli
Se c’è una terra che deve essere “promessa”, oggi, è e deve essere la Palestina. Anni di guerre, soprusi, vessazioni ai danni di un popolo che rivendica semplicemente il diritto di vivere nel suo territorio. Abbiamo intervistato Roberto Fiore, leader di Forza Nuova, da sempre apertamente antisionista e profondo conoscitore delle dinamiche geopolitiche, in particolare del Vicino Oriente, che propone una soluzione più ragionata al conflitto.
Roberto Fiore: qual è l’errore del nostro Governo sulla questione israelo-palestinese e da dove deriva ?
Il governo di centrodestra segue una tradizione filosionista che risale al secolo passato e che si è accentuata negli ultimi decenni, grazie ad un vero e proprio corteggiamento della Likud a Fdi e Lega. La destra ha vissuto un complesso di colpa per presunti torti del fascismo contro gli ebrei e quindi si è sempre sentita “in debito”. Altra cosa, invece, i movimenti nazionalrivoluzionari e alcuni settori del MSI stesso che compresero sin dagli anni ’60 cos’è il sionismo e fecero della lotta filopalestinese una battaglia di avanguardia. Addirittura un movimento come Lotta di Popolo prese l’acronimo dell’OLP (organizzazione Liberazione della Palestina). Terza Posizione e Forza Nuova furono dall’inizio antisioniste senza se e senza ma. Invece la sinistra tenne una posizione che rifletteva quella dell’ Urss, favorevole ai palestinesi, ma attenta a non andare troppo contro Israele. I governi democristiani e socialisti tennero in alta considerazione il mondo arabo e la Palestina. È noto ciò che disse Andreotti in Parlamento (“Se fossi nato in un campo profughi…sarei un terrorista”), sono noti i rapporti di Craxi con Arafat o i fatti di Sigonella che scaturirono da una forte presa di posizione di Craxi a favore di un gruppo di palestinesi dell’ FPLP che aveva preso in ostaggio una nave. Il posizionamento degli allora leader italiani, scaturiva da una visione dottrinaria di cui è custode la Santa Sede: infatti Israele come terra promessa, per noi Cristiani non può esistere, il Messia non deve arrivare perché è già venuto ( lasciamo perdere da chi è stato ucciso….) e la Terra Promessa è per tutti gli uomini e le donne il Cielo…non Israele.
C’è il rischio oggi, agli occhi inesperti, di confondere il supporto alla Palestina con quello all’Islam.
Ovviamente essere pro arabi o pro palestinesi non significa essere pro mussulmani o pro immigrazione. Basta guardare foto della Palestina degli anni ’30-’40 per capire come non esistesse il fondamentalismo degli chador o delle lunghe barbe, ma una società dove il modello Europeo era il punto di riferimento, mentre le minoranze cristiane venivano rispettate. L’identificazione tra Islam radicale e la lotta Palestinese è effetto di una radicalizzazione voluta dal sionismo. Maurizio Blondet, ad esempio, spiega in alcuni scritti di oltre vent’anni fa, come Hamas fosse stata creata con il consenso dei vertici israeliani, per dividere il mondo palestinese e rispondere ad una logica di guerra con una logica di fondamentalismo mussulmano.
C’è un’origine politica a tutta questa questione?
Il problema essenziale di tutta la questione è il sionismo. Il sionismo, per dottrina e strategia, impone una guerra o meglio promette una futura pace solo nel momento in cui il progetto sionista si realizzerà definitivamente. La pace sarà quindi concessa a coloro che accettano la supremazia sionista con annessa la legittimazione divina. Gli israeliani possono essere atei, ebrei, agnostici ma tutti condividono ciò che si riflette in quei sondaggi che raccontano di una stragrande maggioranza, il 97% della popolazione, totalmente a favore della distruzione del popolo Palestinese, colpevole di essere ostacolo al progetto sionista.
Da dove a dove i sionisti vorrebbero si estendesse Israele?
Sull’estensione effettiva di quella che sarebbe la patria sionista vi sono discordanze fra gli stessi ebrei, ma in generale si ritiene quella terra compresa tra l’azzurro in basso nella bandiera israeliana, rappresentante il Nilo, e l’azzurro in alto rappresentante il Tigri e l’Eufrate. Queste sono le acque che contengono il progetto sionista Israeliano. Non c’è possibilità di pace, fino a che questo progetto non verrà raggiunto.
Qual è quindi la soluzione?
Per arrivare alla soluzione dobbiamo pensare a due esempi. Uno lontano nel tempo che è quello della Svizzera, quando l’eremita San Nicolao della Flue, preoccupato della bellicosità delle diverse etnie nelle valli, decise di incontrare i capi dei gruppi in lotta e propose loro un sistema cantonale. La prima volta, dopo un po’ di tempo funzionò ma poi fallì e quando i capi tornarono dall’eremita per studiare una soluzione più accurata e più certa, l’eremita lanciò il progetto definitivo cantonale dicendo che quello sarebbe stato il definitivo progetto per la pace. Da allora la Svizzera è in pace e mantiene la struttura cantonale.
Esistono esempi più recenti?
Si. Noi ricordiamo come Golda Meir, ad esempio, si irritasse ogni volta che si parlava del Libano, all’inizio degli anni Settanta, come di una terra dove vi era pace tra genti e religioni. A quella pace corrispondeva ricchezza economica e stabilità sociale. Il Libano seguì l’esempio transalpino e per questo venne chiamato “la Svizzera del Vicino Oriente”. Mossad ed israeliani, attraverso una serie di attentati false flag, fecero precipitare il Paese in una situazione di gravissima instabilità e guerra civile, che durò per circa venti anni. Dal momento in cui si è tornati alla pace si e tornati alla struttura cantonale. Oggi il Libano ha un presidente della Camera sciita, un presidente del consiglio sunnita e un Presidente dello Stato cristiano.
Quindi la pace è possibile solo con un sistema cantonale?
Si. È il sistema cantonale quello corretto. Non è possibile avere la pace in Palestina se verrà consentito a Israele di portare avanti il progetto sionista, perché il sionismo è antitetico ad ogni concetto di pace. Non ci può essere una sistemazione pacifica di due Stati quando uno Stato vuole l’annichilimento dell’altro. Ecco perché serve una Palestina divisa in Cantoni che si autogovernano. Questo è il motivo per cui l’Organizzazione della liberazione per la Palestina, i movimenti nazionalrivoluzionari ed il movimento Forza Nuova, credono in un solo Stato: la Palestina cantonale, espressione di tutte le etnie e di tutte le religioni. Non ci può essere uno Stato sionista, non ci può essere uno stato di guerra costante, ci può essere uno Stato palestinese che ospiti tutti coloro che sono in quel luogo, che permetta il rientro di milioni di palestinesi costretti all’esilio e che consenta a questi popoli di vivere in pace come si vive oggi tutto sommato in Libano e come si vive da centinaia di anni, appunto, in Svizzera.





Per attuare ciò, i popoli vanno educati a considerare le religioni puro folclore non una cosa seria tanto da essere modello di vita. I popoli vanno liberati dalle religioni e riportate ai miti del Paganesimo, i quali solo esaltano lo spirito della natura umana e salvano l’uomo dalla bestialità.
Buongiorno, hai anche una spiegazione concettuale per questa tesi , o dobbiamo prenderla per buona e cominciare a scatechizzare a destra e a manca perché lo hai deciso tu ? Perché vedi … il realizzarsi di quanto esposto dal Segretario di FN , passa proprio attraverso la Chiesa di Roma , essa ne è requisito fondamentale… se vuoi io posso spiegarti il perché, anche se è un concetto che va esposto non proprio in tre righe
Dio ce ne scampi! Abbiamo visto nel secolo scorso in Germania e stiamo vedendo oggi in Ucraina verso quali abissi di bestialità i risorgenti “miti del paganesimo” conducono i popoli.
Quelle terre , un tempo , facevano parte dell’impero romano .
I Giudei mossero ben tre guerre a Roma per scrollarsela di dosso :
la prima 66 – 70 d . C . ; la seconda 115 – 117 d . C . ; la terza 132 – 135 d . C .
A conclusione della terza guerra l’imperatore Adriano (117-138 d. C. ) ordinò una feroce repressione e l’eradicazione totale di ogni sacca di resistenza , seppur minima . Nel 136 d . C . i Romani annientarono tutto quello che si poteva annientare , anche il nome della provincia . Scomparve definitivamente il nome di Giudea ( Iudaea , in latino ) , dalle carte geografiche romane , che fu sostituito dal nome di Palestina , in ricordo dell’antica Philisteia . Nacque , così , la provincia di Siria-Palestina (Syria-Palaestina , in latino ) . La durissima e cruenta repressione romana costrinse gran parte degli Ebrei a lasciare quei luoghi e a disperdersi per il mondo (diaspora) . Dopo , circa , 18 secoli i vincitori della seconda guerra mondiale , ma in particolar modo gli Stati Uniti di Harry Truman , hanno voluto riscrivere la storia di quelle terre e lo sfacelo che hanno creato è sotto gli occhi tutti . Chi vince una guerra ha sempre ragione , soprattutto e , anche se a volte ha torto . .E’ interesse degli USA avere in quell’area un suo avamposto , come è interesse degli USA che Europa e Russia non siano per niente amici . E così noi , poveri Europei , siamo costretti da Washington a litigare con Mosca e ad osannare Israele quale baluardo della democrazia in Medioriente , a comprare il gas altrove , che costa di più , e a girarci dall’altra parte quando vediamo il popolo Palestinese massacrato dagli uomini di Netanyahu .
I Palestinesi ? Non sono Europei ! Cosa ci importa !
Gli Anglo-americani , nel corso della seconda guerra mondiale , fecero 25.000 morti nei bombardamenti di Dresda , nella stragrande maggioranza civili (donne , vecchi e bambini) ed in Europa qualcuno , allora , s’indignò , ma poi fu persuaso che ciò era il prezzo della democrazia , della libertà , e quelli che fecero questo furono costretti . E poi , infondo , stavano dalla parte giusta . Nella striscia di Gaza , sino ad ora , l’esercito di Netanyahu ha fatto più morti che gli Anglo-americani a Dresda e , la cosa che lascia sconcertati è che nessun “qualcuno” , adesso , in Europa si stia indignando . D’altronde Gaza non è Dresda e i Palestinesi non sono mica dei nostri .Perché litigare con Netanyahu ? Perché attirarci addosso le ire di Trump ? Perché arrivare ai ferri corti con Washington ? Non ci conviene ! Machiavelli docet ! Proprio noi “figli” di Machiavelli commettere un errore simile ? Mai !
L’unica speranza è che i prossimi governanti europei siano più saggi di quelli attuali , inebetiti dalla loro stessa inettitudine , e che provino vergogna per quelli odierni , che fanno finta di non vedere la infausta sorte di un popolo , e che quelli attuali , un giorno , non troppo lontano , siano attanagliati dall’atroce rimorso di non aver fatto niente per Gaza . Un giorno , per tutto questo , gli odierni governanti europei si vergogneranno . Ora ? No , ora non è tempo ! La loro misera mente è troppo impegnata a fare la sguattera a Washington . Ammesso che ne abbiano una , ammesso che i loro vacui corpi siano dotati di una mente pensante , autonoma , libera ed indipendente . Ma di ciò ne dubito , ne dubito fortemente , e , la cosa che più mi sconforta è che i fatti mi danno ragione . Povera Europa , nave senza nocchiero , non per virile indole fiera , ma per politica necessità baiadera .
Questo vale pure per l’Italia ?
Il sionismo è l’ossatura della plutocrazia. Questa plutocrazia cerca di far ruotare tutto attorno a sé. È straripata dalla sua intrinseca malvagità e si è riversata in Europa e nel mondo con le conseguenze che conosciamo in Palestina, dove cerca di assoggettare tutto con genocidio e crimini impuniti. Noi abbiamo la terra promessa, che è l’Europa da liberare dal giogo del sionismo. La destra partitica è schiava del sionismo attraverso quel “il senso di colpa”, che gli ebrei usano per sottomettere il prossimo attraverso una sottomissione mentale,che ormai non tiene più, a causa dello stesso comportamento degli ebrei, che ha fatto luce sulla realtà della storia e dell’attulita’. Movimenti ed ambienti anti-rivoluzionari, anti-sociali ed antinazionali, non possono che essere filo sionisti e legati a quella plutocrazia, che li tiene in vita, che paga loro i vitalizi con i soldi pubblici, che li vizia con i “favori occulti”, che ne avvantaggia le candidature politiche,dando loro spazio nei media.
Ineccepibile l’analisi di Roberto Fiore e condivisibile la soluzione che propone, ma il sionismo è un ostacolo insormontabile alla sua realizzazione. Il sionismo è un’ideologia colonialista di insediamento che si fonda su tre pilastri:
I) la menzogna: “un popolo senza terra per una terra senza popolo”, quando invece su quella terra abitavano un milione e mezzo di palestinesi nell’anno in cui si costituì lo Stato ebraico;
II) l’eliminazione: sbarazzarsi con tutti i mezzi possibili della popolazione indigena, incluso il genocidio;
III) la disumanizzazione: considerare i palestinesi – e in generale tutti i goyim – come “animali parlanti”, esseri inferiori e quindi non meritevoli degli stessi diritti dei coloni ebrei.
Finché esisterà il sionismo – e lo Stato ebraico come sua concretizzazione storica – non sarà possibile trovare una soluzione. Pertanto, bisogna far sì che esso venga rubricato fra le ideologie di violenza e di morte da cancellare dall’orizzonte umano.
Le telecamere di videosorveglianza del supermercato conad o della adiacente banca o altri dispositivi della zona, se dotati di microfoni avrebbero registrato l’urlo di un balordo dall’altra parte della strada. All’urlo del balordo usato e a cui hanno fatto pronunciare le stesse parole composte con cui hanno creato le risse lo scorso anno. All’urlo dall’altra parte della strada è seguita la risata di una ragazzina, sempre usata, con risata di malata di mente e simil maniaca. Ha dato fastidio pure ai bambini neonati che dormono nelle case adiacenti con i genitori. Hanno fatto riferimento ad una cooperativa la stessa che opera nell’ambito della parrocchia di Paterniano, cioè “la goccia”, una cooperativa rossa come il forteto. L’avvenimento c’è stato tra le 02.35 e le 03.00 di notte. Tentativo di incolpare i nazisti con la parola I nazisti. Siamo quindi di fronte a forme di terrorismo filo ebraico. Dopo l’avvenimento, continua un vociare di soggetti, sempre i soliti, vicino la parrocchia, dove prima vi ers silenzio. Evidentemente avevano premeditato l’evento. Siamo di fronte a violenza privata, che merita risposta privata, poiché il sistema non è in grado di garantire sicurezza e rispetto della legge contro fenomeni di stalking.