di Gloria Callarelli
Sulla morte di Charlie Kirk, una morte simbolica sotto molti aspetti, sia da un punto di vista sociale, che religioso, che ancor più politico è intervenuto, nel nostro consueto spazio intervista, l’onorevole Roberto Fiore che non esita a definire Charlie un rivoluzionario e un vero martire cristiano.
Roberto Fiore, la morte di Charlie Kirk si può definire epocale?
La morte di Kirk si pone sul crinale della storia. L’America sicuramente, ma forse tutto il mondo, saranno visti con un nuovo occhio: ci sarà un prima ed un dopo dell’ omicidio Kirk. È vero che il Tea Party, il MAGA e Trump hanno iniziato un processo importante contro la deriva LGBT, la transizione ecologica, la lotta al potere di Big Pharma e la deriva antifascista, ma la vera rivoluzione la compie Charles Kirk. Innazitutto è l’uomo che, quasi consapevole del destino che gli si sta avvicinando, porta con sè al collo la medaglia di San Michele Arcangelo. Questo angelo è particolarmente caro a chi combatte (il 29 settembre i Forzanovisti di tutta Italia fanno tutti gli anni la promessa a San Michele Arcangelo ndr). Lo sa benissimo anche Papa Leone XIV, che ha preso il nome di colui che compose la preghiera di San Michele Arcangelo: lui è l’angelo soldato che sconfigge satana. Ebbene: Kirk con il suo sacrificio sconfigge il male e lancia un’idea di società che è chiara e radicale, basata su Dio, Patria e Famiglia. La Famiglia come istituzione naturale e santificata, la Patria come comunanza di radici storiche e identità di destino, Dio come ultimo, unico e fondamentale riferimento. Kirk lo dichiara con chiarezza estrema e le tre parole si identificano con la nuova idea di società.
Secondo le persone più vicine a lui (un gruppo di opinionisti ed influencer ancorati sul tradizionalismo cattolico) Kirk è stato ucciso perchè cominciava a rigettare il sionismo mettendo in pericolo, visto l’enorme seguito che aveva, il supporto americano a Israele…
Molto si è detto sulle ultime settimane di Kirk: si ricrede sulla Palestina, rifiuta 150 milioni di dollari offerti da alcuni ebrei americani che, adirati dall’ennesimo no, decidono di chiamare direttamente Netanyahu che lo invita in Israele. Kirk rifiuta. Iniziano le minacce… c’è chi consiglia un vetro protettivo ed un giubbotto anti proiettile… lui non accetta scorte o misure eccessivamente protettive preparando il suo Golgota.
Lei è da sempre antisionista, non certo da questi ultimi anni di recrudescenza del conflitto contro i palestinesi. La questione non è unicamente politica, ma anche religiosa.
Alcuni ebrei nell’ ultimo secolo, hanno tradotto la Bibbia cambiando alcuni dati essenziali. Cyrus Scofield, aiutato da Samuel Untermeyer e Jacob Schiff, attraverso sottili cambiamenti hanno adulterato il testo offrendo una traduzione sionista e dimenticando che la promessa di Dio, base del sionismo, viene ritirata nel momento in cui Dio manda Suo Figlio sulla terra e il sinedrio ne decide la morte. In quel momento non c’è più promessa che tenga (questa è la posizione della Chiesa Romana dell’ Ortodossia ed era prima anche di tutti i protestanti) il popolo eletto diventa il popolo Cristiano ed il sionismo diviene una posizione contro natura e contro Dio.
Charlie Kirk sta facendo una rivoluzione anche dopo la sua morte.
Certo. Quando noi diciamo che la “rivoluzione è come il vento” esprimiamo un concerto che è costante nella storia. Puoi uccidere gli uomini ma non le idee: anzi uccidendo l’uomo, il suo sangue versato diventa il sangue di un martire, che vivifica le idee che il martire diffondeva rendendole invincibili. Ed è quello che sta accadendo in America: il cristianesimo oramai non è più su posizioni sioniste, non fa più sconti buonisti su famiglia, su LGBT e difesa della vita. Il cristianesimo si pone, soprattutto dopo le parole di Vance come scelta assoluta; Cristo è il Re dei Re. Questo è il nodo: la regalità di Nostro Signore nega Sionismo e Massoneria e aver alzato quella bandiera in America ha un valore Rivoluzionario insopprimibile. Il sinedrio allora ed il sionismo oggi dicono che Gesù è un impostore, Roma e noi oggi diciamo che Gesù è Re dei Re. La Storia torna al Golgota. Ma dopo tre giorni …
Kirk, dunque, è un martire?
Chi si sacrifica per il proprio popolo e per Dio è martire. La dottrina della Chiesa insegna che chi dà la vita per i suoi fratelli entra nel regno di Dio (Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici NDR). E’ il tipico esempio di un battesimo di sangue: anche in questo senso auspico che la Sede Romana prenda in considerazione l’esaltazione di Charlie Kirk come vero martire cristiano.





“La pietra che è stata disprezzata dai costruttori è divenuta pietra angolare”
(Salmo . 118 , 22) .
Calpesto e deriso , schernito e flagellato , vilipeso ed ucciso , tutto e tutti erano contro di Lui . Il “perdente” che ognuno , tra la sua gente , aveva osteggiato , rifiutato , minacciato , accusato di blasfemia ed eliminato per sempre divenne la pietra miliare della storia , la pietra per eccellenza , la pietra per antonomasia , la pietra fondante di una nuova religione che contribuì a scuotere , a mandare in agonia ed infine a far crollare il più potente impero che mente umana in occidente abbia mai conosciuto o ricordato : l’impero romano . Colui che si volle colpire con la più terribile damnatio memoriae fu ed è ricordato , in tutto il mondo , ogni giorno , tutti i giorni e , da ben oltre due mila anni . Il Perdente di prima divenne il Vincente di poi . Non sempre perseguitare sino all’ultimo respiro ed eliminare fisicamente colui che si ritiene il proprio nemico si rivela , col divenire dei tempi , la giusta scelta : la storia ce lo insegna . La storia è maestra di vita .
Un altro Eroe, un altro Crociato è caduto vittima dell’odio… Charlie Kirk non sarà dimenticato… Gloria è Onore. Che la terra gli sia lieve
Giustamente Fiore, nella sua lucidissima analisi, e Luciano, nel suo interessante commento, collocano la vicenda di Charlie Kirk nel più ampio contesto di uno scontro metafisico, nella contrapposizione biblica tra il Bene e il male, nella battaglia tra i figli della luce e i figli delle tenebre. Il fatto che molti considerino risibile tale contrapposizione e nemmeno comprendano i termini della questione – per ciò stesso parteggiando per le tenebre – è parte del problema che Kirk cercava di risolvere parlando direttamente ai giovani, in modo pacato e rispettoso ma sempre ispirato a un pensiero forte, iniziando così a rompere la soffocante dittatura delle élite universitarie progressiste.
A quanto detto da Fiore, aggiungo solo qualche considerazione sull’ebraismo e sul sionismo.
Per ciò che riguarda l’ebraismo, il problema essenziale nel suo rapporto col cristianesimo è la divinità di Gesù Cristo. Per l’ebraismo attuale, post biblico e talmudico, Gesù non è Dio; e anche se oggi non grida più come duemila anni fa: “Crocifiggilo, crocifiggilo!”, non può fare a meno, anche senza dirlo apertamente, di considerare Gesù un impostore, negando con ciò la sua missione salvifica. Questo però non deve diminuire la carità di noi cattolici nel rapportarci agli ebrei: carità che non è il sentimentalismo che non corregge l’errore, ma è il tentativo di procurare il vero bene, cioè la conversione a Cristo.
Quanto al sionismo, sotto una verniciatura socialisteggiante che ricopre un nazionalismo tutto “sangue e suolo”, esso nasce completamente laico e utilizza la religione solo per giustificare una politica colonialista e suprematista. E così come i coloni puritani inglesi invocavano lo sterminio degli amaleciti e dei filistei per uccidere gli indiani d’America e impadronirsi delle loro terre, anche i coloni ebrei facevano lo stesso in Palestina con i nativi arabi, con la paradossale variante che i dirigenti del movimento sionista erano atei… ma pretendevano che quella terra fosse stata data loro da un Dio nel quale non credevano! Questa palese contraddizione, quasi un fenomeno psichiatrico, tende ad essere superata in peggio dal sionismo religioso, il quale comincia a diventare predominante in Israele a partire dalla seconda metà degli anni Settanta con la vittoria del Likud. Oggi lo Stato ebraico non è quasi più laico e tende sempre più verso un regime politico che incarna un messianismo anticristico: il carattere genocidiario, da sempre presente nel sionismo, può ora manifestarsi senza più freni e perseguire il progetto della Grande Israele.
Kirk è stato soppresso prima che realizzasse la sua rivoluzione.