di Gloria Callarelli

Elon Musk sta costruendo un vero mostro tecnologico a Memphis, nel Tennessee, sull’intelligenza artificiale. Il nuovo data center necessita di circa 300.000 chip Nvidia in più prima. Il costo dell’operazione parte da 18 miliardi di dollari e non conta ancora dei chip necssari per mandare avanti il meccanismo e dello stesso edificio (gigantesco secondo quanto racconta il Wall Street Journal) che occorre per ospitare tutto quanto il complesso cibernetico.

Musk, lasciate da parte momentaneamente le auto elettriche, che gli stanno creando più di qualche grattacapo a livello giuridico (sono molte le denunce partite a seguito di incidenti, anche mortali, avvenuti pare a causa di malfunzionamenti dei sistemi automatici dei veicoli) vuole diventare il signore dell’Intelligenza artificiale. Questo colosso, che sarà denominato “Colossus 2”, sorgerà accanto al “colosso uno” in un’area che si sta trasformando sempre più in un paesaggio fantascientifico inquietante.

Anzi, inquietante è nulla. Stando alle denunce degli abitanti del posto e di alcuni esperti, pare che il primo enorme supercomputer costruito sul territorio, dicevamo il Colossus di xAI, stia utilizzando 35 grossi generatori di gas metano per alimentarsi. Una scappatoia che è servita per raggirare le leggi e per fare in fretta: è noto che per funzionare, questi data center necessitano di enormi quantitativi di acqua e di elettricità, pari a quelli di una città intera. Inutile dire che le linee elettriche normalmente utilizzate mai sarebbero sufficienti a supportare un mostro del genere. Di qui lo stratagemma dei generatori. L’inquinamento, qui, è solo la prima cosa. Non si conoscono ancora i reali effetti, infatti, che questi maxi computer possano generare anche sulla salute delle persone che vi sono esposte nel tempo. Certo è che nella zona, che si sta trasformando rapidamente in un territorio totalmente industriale, i casi di cancro sono schizzati notevolmente.

E in Italia? Nel nostro Paese sono previsti 22 miliardi di investimento in questi colossi entro il 2029 con Milano che sarà la città più satura. Si prevede che la soglia di 1 GigaWatt prodotta sarà superata nel 2028 con la contemporanea crescita dei cavi sottomarini destinati a decuplicarsi. Le zone maggiormente interessate da questa ondata saranno Roma, Genova, Palermo, Napoli e Bari. Il tutto in una corsa globalista al suicidio fisico, ambientale e sociale. Dati sanitari ignorati, gruppi green non pervenuti perchè ormai a comando del padrone, popolo in preda all’invasione aliena di tecnologia e AI, popolo abbandonato dalla politica succube del business, delle multinazionali e dei poteri forti. Lontani i tempi in cui ci si indignava per un palazzo abusivo costruito fuori posto e magari abbandonato. A vedere questi mostri tutto mattoni, chip e metallo, oggi, a guardare dove arriva la tecnologia e i danni che farà, lo spregiudicato menefreghismo delle elite e di ricchi senza scrupoli, si rimpiangono indubbiamente le quattro mura fatiscenti di quelle costruzioni simbolo di un’Italia maleducata, arrivista ma goffa e a tratti pure ingenua. Un’Italia che, oramai, non c’è più.

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