di Luigi Cortese
Ci sono storie che non fanno rumore, ma avanzano a passi lenti lungo i marciapiedi delle nostre città. Le passeggiate per la sicurezza sono una di queste. Oggi sembrano una novità esplosa all’improvviso, ma chi conosce la politica di strada sa che non è così.
A inventarle, molti anni fa, è stata Forza Nuova che tutt’oggi ne fa il suo marchio politico, originale e inimitabile.
All’inizio erano piccoli gruppi: quattro, cinque persone che si trovavano sotto un lampione stanco, si guardavano negli occhi e poi partivano. Non c’erano slogan, non c’erano telecamere, non c’erano divise. Solo la convinzione — dura come l’asfalto — che certi quartieri non dovessero essere lasciati soli mentre l’immigrazione cresceva e il degrado sembrava inghiottire tutto.
Roma con le sue piazze ferite, Torino con le notti fredde, Padova, Napoli, Milano, Milano, Verona, Roma, Catanzaro, Trieste, Mantova, Piacenza; e poi i paesi di provincia dove le vie si spengono presto e il silenzio sa essere inquietante.
Quartieri “difficili”, li chiamano. In realtà sono solo pezzi d’Italia che chiedono di essere salvati da una politica che non difende più la nostra identità e la sua terra.
E qualcosa, in certi punti, cambia davvero.
Lo dicono le signore che rientrano tardi dal lavoro, lo dicono i negozianti che aprono all’alba: “Da quando passano, certe facce le vediamo meno”. Non miracoli, certo. Ma piccoli aggiustamenti, quei “discreti successi” che non finiscono nelle prime pagine dei giornali ma aiutano la gente a riprendersi il territorio.
Il dibattito intorno al fenomeno è acceso, a volte feroce. C’è chi vede in queste passeggiate un atto di coraggio civile e chi, invece, una provocazione politica. Ma la radice rimane limpida come una confessione: queste passeggiate — nate, organizzate e portate avanti nel tempo — sono un metodo portato tra la gente e per la gente.
Non imitazioni, non mode del momento. Un metodo costruito negli anni, spesso contestato, spesso discusso, ma efficace e riconoscibile.
Oggi, mentre le tensioni legate all’immigrazione crescono e l’Italia della cosiddetta destra o dei gruppi di estrema destra senza fantasia sembra camminare con il fiato corto, inventandosi slogan vuoti come “remigrazione” per prendere qualche voto in più dell’italiano stanco, quelle passeggiate sono lì a farsi sentire. Segno indelebile. Sono ancora lì, tra i portoni sbeccati e le strade mezze buie, a ricordarci una cosa semplice: quando uno Stato appare distante, c’è chi concretamente pensa alla sua gente.
E allora resta una domanda alla vuota politica di oggi. Una domanda sospesa nell’aria come il vapore che esce dalle bocche in inverno:
quelle camminate riportano solo sicurezza o ci mostrano anche che il popolo la sta cercando disperatamente, vessato com’è da un’invasione silenziosa e incessante permessa in modo complice e tollerata in modo colpevole?





“Vai a fare la passeggiata”, così mi rispose una falsa suora presso una parrocchia già da me indicata in precedenza a cui chiedevo spiegazioni circa due anni fa e sulle attività è eversive da parte di una banda di infiltrati legati ad ambienti particolari e di cui ho già scritto diverse volte. La suora in questione sapeva già quello che accadeva anche nel contesto di quella parrocchia e sapeva che ero solito fare passeggiate abituali tranquille con il cane. Quindi la sua è stata una risposta vile da parte di una codarda sporca oltre che anti-crististiana. La soggetta, come altri, sapeva tutto, ma preferì tacere. Quando Forza Nuova cominciò a parlare di “passeggiate”, le famose “passeggiate di Forza Nuova”, che, all’inizio, vennero anche ostacolate dalle autorità, pensavo fosse provvidenziale. La cosa ci stava perfettamente. Ora le passeggiate sono diventate quelle di Forza Nuova.
Continuate così, contro tutte le mafie, ambienti occulti, sionismo, immigrazione ed estremismo neoliberal. Ricordiamo, che, prima o poi, il bene vince e che, per i vigliacchi, esiste già la sconfitta.
Diamo a ciascuno il suo: le “passeggiate per la sicurezza” non sono state inventate da Forza Nuova, ma dalla Lega Nord. Furono le cosiddette “ronde padane”, nate a Voghera (PV) nel 1997, le prime squadre di volontari, disarmati, che giravano la notte per la città allo scopo di scoraggiare le attività dei malintenzionati. Nonostante un certo sostegno istituzionale – ricordiamo che ministri dell’Interno leghisti sono stati Roberto Maroni e Matteo Salvini – le “ronde” hanno avuto una vita breve. Vedremo se la loro riedizione in versione forzanovista avrà maggior fortuna, o se costituirà (come credo) solo l’ennesimo pretesto per consentire all’opposizione di sinistra di strillare “all’armi! son fascisti!” e al governo di destra di dimostrare la propria irremovibile fedeltà “ai princìpi dell’ordinamento democratico” impedendole (qualora dovessero coinvolgere più dei soliti quattro gatti) con ordinanze prefettizie.
Segnalo presenza di setta giudaica ed elementi facilmente distinguibuli nel silenzio notturno anche dalle autorità giudiziarie che nell’eventualità dovrebbero essere preposte alla loro cattura in zona hotel kabir di Torre Pedrera. Fanno propaganda ai migranti per colpire la vittima mentre dorme. Escalation negli ultimi giorni. Scrivo alle 02.21. Erano presenti già ieri sera verso tra le 22.00 e le 23.00.
onore a questi cittadini.
se tutti scendessimo a “passeggiare” riappropriandoci del territorio oramai ostaggio delle bande di invasori nel più totale disinteresse delle autorità e delle istituzioni, potremmo nuovamente definire questo paese “civile”