Redazione

Nelle ultime ore ci ha lasciati Igor Colombo. E dirlo così, secco, è già un colpo allo stomaco. Perché Igor non era soltanto un collaboratore di Fahrenheit2022.it: era una presenza costante, una voce affidabile, un punto di luce che sapeva comparire nei momenti giusti.

La sua battaglia contro la malattia è stata lunga e crudele. Eppure, con quella sua forza calma, ha continuato a resistere giorno dopo giorno. Non per eroismi proclamati, ma per una dignità istintiva, naturale, che oggi ci appare gigantesca. Igor non ha mai cercato di nascondere la fatica: l’attraversava, e nel farlo ci ricordava che il coraggio autentico è silenzioso.

Nei nostri scambi di lavoro, nei messaggi, nelle idee condivise, aveva quella rara capacità di dare senza chiedere. Una parola che alleggeriva, un pensiero che ti apriva la mente, un incoraggiamento che ti rimetteva in carreggiata quando la giornata si faceva storta.

Perdiamo un collaboratore, sì. Ma sarebbe riduttivo fermarsi qui. Perdiamo una parte del nostro cammino, una presenza che ha migliorato il nostro lavoro e il nostro modo di viverlo.

Perdiamo un amico, anche senza aver mai condiviso lo stesso spazio fisico.

Alla sua famiglia, ai suoi cari e a chiunque gli abbia voluto bene, mandiamo il nostro abbraccio più sincero — un abbraccio che non consola del tutto, ma almeno accompagna.

Ciao Igor.

Grazie per tutto ciò che hai dato, per ciò che hai lasciato in chi ha avuto il privilegio di collaborare con te.

Grazie per l’esempio involontario, ma potentissimo.

Non ti dimenticheremo.

E non è retorica: è la realtà che ci hai cucito addosso.

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