di Luigi Cortese

BlackRock non arriva in Italia con i carri armati, ma con i grafici. Non occupa palazzi, compra quote. Non fa proclami, firma contratti. È così che oggi il più grande fondo d’investimento del mondo è diventato una presenza stabile, quasi normale, dentro Piazza Affari e dentro lo Stato.

Dodicimila miliardi in gestione. Un numero che non si immagina, si subisce. È come se qualcuno avesse in tasca cinque Italie e decidesse dove metterle a rendere. E l’Italia, guarda caso, rende ancora parecchio: risparmio privato enorme, aziende strategiche appetibili, Stato a corto di liquidità. Un invito a nozze.

BlackRock è ovunque ma non si vede. È dentro le grandi banche, nell’energia, nelle telecomunicazioni, perfino nella difesa. Non comanda ufficialmente, certo. Ma chi siede al tavolo con una montagna di azioni davanti non ha bisogno di alzare la voce. Basta uno sguardo, o una vendita improvvisa.

Poi c’è la politica. Giorgia Meloni riceve Larry Fink a Palazzo Chigi. Foto, strette di mano, parole come “opportunità”, “sviluppo”, “infrastrutture strategiche”. Suona tutto bene, pulito, moderno. Intanto però il governo rinuncia al Golden Power su Leonardo, uno dei cuori industriali e militari del Paese. Tradotto: quando serviva dire “attenzione”, si è detto “prego, accomodatevi”.

Il paradosso è questo: si parla di sovranità mentre la si mette a bilancio. Si dice “prima l’Italia” mentre pezzi d’Italia finiscono nei portafogli di chi italiano non è e non deve esserlo. Perché BlackRock non ha patria, ha clienti. Non ha ideologia, ha rendimenti.

E dentro questo gioco entrano anche i risparmi degli italiani. ETF, fondi, titoli di Stato. I soldi delle famiglie fanno il giro lungo e tornano sotto forma di partecipazioni nelle stesse aziende che condizionano l’economia nazionale. Una giostra perfetta: tu risparmi, loro decidono.

Ora si parla di nuove privatizzazioni. “Fare cassa”, dicono. Ma la cassa di chi? Perché quando vendi i gioielli di famiglia per pagare le bollette, non stai facendo strategia: stai tirando avanti. E chi ha liquidità, guarda caso, è sempre lo stesso.

Alla fine resta una domanda semplice, quasi ingenua: chi tiene davvero il volante? Un Paese con un governo eletto o un fondo che muove più denaro di interi continenti? Perché BlackRock non è il male assoluto. Fa il suo mestiere. Il problema è un altro: quando la politica smette di fare il suo.

E allora sì, l’Italia non viene conquistata. Viene comprata. Un’azione alla volta. In silenzio. Con il consenso di chi dovrebbe difenderla.

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