di Gloria Callarelli
Il trattato del Mercosur, appena approvato in modo decisivo anche dal governo Meloni, è un trattato che non esageriamo a definire criminale. Non solo, infatti, è chiaramente dannoso per la nostra economia, per il nostro settore primario tutto, dall’agricoltura all’allevamento, fiore all’occhiello del made in Italy che di fatto verrebbe definitivamente ucciso con il favoreggiamento dell’importazione di prodotti agricoli e alimentari a basso costo e privi di controlli dai Paesi del Sudamerica, ma diventa anche pericolosissimo per quella che è la salute degli esseri umani. Tra i pesticidi, infatti, ancora legali nei Paesi del Mercosur per la produzione dei prodotti agricoli di cui sopra, che verrebbero quindi indirettamente immessi anche nel nostro mercato, ve ne sono quattro particolarmente pericolosi: l’erbicida Atrazina, l’insetticida Acefato, il fungicida Clorotalonil, l’insetticida Clorpirifos.
L’Atrazina è il sesto pesticida più venduto in Brasile. In Italia è fuorilegge (solo) da 15 anni. E’ cancerogeno e dannoso in particolare per la salute riproduttiva. Attenzione: quello che fa scalpore, e che è il denominatore comune di praticamente tutte queste sostanze, è la loro tossicità per lo sviluppo sessuale e riproduttivo dell’essere umano. Tratto comune, guarda un po’, a molti vaccini. Coincidenze? Sicuramente un assist al neomalthusiano, ideologia del “siamo troppi nel mondo” a cui appartengono gran parte delle èlite che ci governano. Lo scandalo vero in tutto questo, però, è che, pensate un po’, a scrivere della sua pericolosità è la stessa Europa che nei suoi confini vieta il prodotto, ma accetta di importare dall’estero alimenti che ne sono contaminati. Una contraddizione schizofrenica. Leggiamo: “Gli scienziati hanno esaminato prove di un legame tra l’esposizione a questo erbicida e i problemi di riproduzione nei mammiferi, negli anfibi, nei pesci e nei rettili, livelli androgeni anormali e “femminilizzazione” dei genitali maschili in vari animali. In alcuni casi, il sesso dell’animale viene addirittura invertito”. Qui trovate tutto il report scritto dall’UE. Scandaloso, aberrante, malefico. Andiamo avanti. Anche l’Acefato provoca una significativa disfunzione nelle cavie femmina a livello ovarico e induce tossicità testicolare. Risulta comunque velenoso a più livelli. Il Clorotalonil influenza il metabolismo, lo sviluppo, il sistema endocrino, la genetica e, ovviamente, la riproduzione. Infine il Clorpirifos è pericolosissimo per lo sviluppo neurologico, in particolare può danneggiare quello dei bambini che sono portati in grembo. Coincidenze incredibili, fatti diabolici.
L’atrazina come erbicida è prodotta in particolar modo in aziende con sede in Cina mentre chi produce il principio chimico, al di là appunto della Cina, sono, nemmeno a dirlo, le aziende chimiche tra cui Syngenta, industria svizzera acquisita dal dragone, che ha una base anche a Milano. L’Acefato, così come Clorotalonil, è prodotto anche da Bayer. Il Clorpirifos, ancora, prevalentemente da aziende cinesi.
Questi sono, dunque, i prodotti chimici che in UE prima escono dalla porta e poi rientrano dalla finestra con il Mercosur. Una contraddizione che smaschera le menzogne ambientaliste, la retorica che vuole l’UE paladina di ambiente e popolo. Con la politica green si parla di preservare il benessere animale, salvare il clima, non rovinare la Natura, fare il bene dell’uomo. Un inganno volto in realtà a rovesciare il sistema economico e sociale, infischiandosene davvero del Creato. Altrimenti la terra non verrebbe di fatto avvelenata, riempita di fotovoltaico o abbandonata, con la scusa di preservarla, con i rischi che sappiamo anche per l’uomo, così come questi trattati, nocivi perfino per la salute umana e per il futuro della nostra gente e dei nostri figli, non verrebbero nemmeno discussi.
Le maschere europeiste stanno cadendo, ad una ad una. L’obiettivo finale resta prima il business delle grosse multinazionali, comprese le case farmaceutiche, e poi quello di stroncare socialmente ed economicamente i vari Paesi per far avanzare il controllo globalista. Sulla coincidenza malthusiana e anticristiana, poi, non ci soffermiamo nemmeno, consci di poter essere etichettati come “complottisti”. Ma le circostanze sono sempre più evidenti a chi vuole vedere. Che dalle parti di Bruxelles si occupino più del nostro male che del nostro bene è sempre più chiaro. Salviamoci uscendo da questa babele malefica, prima che sia troppo tardi.





Pienamente d’accordo con Gloria Callarelli. Il via libera all’accordo UE-Mercosur è una campana a morto per il nostro comparto agricolo e, più in generale, per quello europeo. Il motivo è semplice: l’offerta di prodotti sudamericani, beneficiando del dumping ambientale e salariale, spiazzerà definitivamente le produzioni europee già messe a dura prova dal Green Deal.
L’articolo mette giustamente in luce la contraddizione di un’Unione Europea che, da un lato, impone ai propri agricoltori regole stringenti a tutela dell’ambiente e della salute dei consumatori, dall’altro, consente l’importazione di generi agroalimentari da paesi extra-UE che quelle norme non le rispettano. Ma è opportuno chiarire che allevatori e coltivatori europei non stanno lottando per essere lasciati liberi di inquinare o di mettere in commercio prodotti potenzialmente dannosi per la salute, bensì per veder applicate le stesse regole ambientali e sanitarie anche a tutti gli operatori esteri che vendono i loro prodotti nel mercato UE, sulla base di un elementare principio di giustizia: un mercato, uno standard.
In questo contesto, brilla per ipocrisia il governo Meloni che, fiero di aver cambiato il nome del ministero dell’agricoltura aggiungendovi “della sovranità alimentare”, oggi esulta per la firma di un accordo che, guarda caso, sacrifica la sovranità alimentare dell’Italia sull’altare del libero scambio.
grazie.
grazie
non sanno piu’ come farci fuori grazie Meloni