Di Gloria Callarelli
Abbiamo intervistato Davide Pedrotti, del gruppo Agricoltori italiani Lombardia, che martedì sarà a Bruxelles per protestare contro il Mercosur. Ecco le sue parole.
da | Gen 18, 2026 | Attualità | 1 commento
Di Gloria Callarelli
Abbiamo intervistato Davide Pedrotti, del gruppo Agricoltori italiani Lombardia, che martedì sarà a Bruxelles per protestare contro il Mercosur. Ecco le sue parole.
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Ha ragione Davide Pedrotti: hanno svenduto l’agricoltura italiana per l’industria tedesca. Infatti, l’Unione Europea ridurrà di 90 miliardi di euro i fondi destinati alla politica agricola comune (PAC), con un taglio di 9 miliardi per l’Italia, a tutto vantaggio della Germania – esclusi ovviamente i suoi agricoltori -, che è riuscita a imporre agli altri Stati membri una sua necessità interna: ridurre gli stanziamenti all’agricoltura e concentrare le risorse nella riconversione bellica di una parte importante della sua industria automobilistica. In pratica, meno cibo e più carri armati… per la gloria della Bundeswehr!
Per quanto riguarda specificamente il trattato UE-Mercosur, come la breve intervista ha evidenziato, esso rappresenta una gara al ribasso su due fronti. Uno è quello dei prezzi, più contenuti quelli dei prodotti agricoli sudamericani a causa dei più modesti costi di produzione, e questo perché in alcuni Paesi del Mercosur si pagano salari da fame, non esiste una legislazione a tutela del lavoro e l’impiego di manodopera minorile è la quotidianità, cosa che fortunatamente in Europa non accade… non ancora. L’altro è quello di prodotti realizzati con standard qualitativi e di sicurezza molto più laschi rispetto ai nostri – penso all’utilizzo di OGM e di alcuni pesticidi -, il che non concerne solo le proprietà organolettiche dei cibi ma può impattare direttamente sulla nostra salute.
Danneggiare la produzione agroalimentare europea, e quella italiana in particolare, per garantire l’apertura al mercato internazionale, è una caratteristica tipica e originaria della UE. Possiamo dire, scusate il gioco di parole, che essa nocque da quando nacque. Se, infatti, tra gli anni ’60 e ’80 il continente europeo aveva raggiunto una sostanziale indipendenza alimentare grazie a politiche fortemente protezionistiche in ambito agricolo, ecco che tutto cambia a partire dal 1992, l’annus horribilis del trattato di Maastricht, quello che istituisce l’Unione Europea. Proprio allora si attua la riforma MacSharry, fortemente voluta dagli Stati Uniti, che, in nome della liberalizzazione del commercio, espone la produzione agricola dei Paesi europei ad una forte competizione al ribasso; esattamente ciò che farà il trattato UE-Mercosur. Quest’ultimo, semplicemente, completerà l’opera.
P.s.: alla Redazione di Fahrenheit2022 va tutto il mio apprezzamento per lo spazio che sta dedicando a questo tema, una questione che non riguarda solo gli agricoltori, ma il futuro dell’intera nazione italiana e di tutti i popoli europei. Stesso apprezzamento va ai militanti di Forza Nuova che stanno sostenendo la protesta dei trattori… e che, come al solito, verranno additati dalla stampa di regime come pericolosi infiltrati dell'”estrema destra”, “neofascisti” e membri di una fantomatica “internazionale nera”.