di Gloria Callarelli

Per quanto riguarda il caso Epstein non ci soffermeremo sullo squallore del suo modus operandi, sulla sua diabolica personalità o sulle sue riprovevoli pratiche. Ma vogliamo analizzare le radici della sua storia e della sua influenza politica, studiando la vera origine di quello che chiameremo “sistema Epstein”, oggi sempre più evidente, un sistema fatto di ricatti, basati su sesso e soldi e legato a doppio filo con Israele.

Andiamo dall’inizio. La socia in affari e già compagna di Epstein, Ghislaine Maxwell, oggi in carcere, è figlia di Ian Robert Maxwell (nome legale dell’uomo dal 1948), nato Ján Ludvík Hyman Binyamin Hoch. Ian Maxwell nasce in Cecoslovacchia da una famiglia di origine ebrea ortodossa. Durante la Seconda Guerra Mondiale si arruola per l’esercito cecoslovacco, combattendo anche al fronte sotto falso nome, fino a diventare capitano. Comincia quindi a lavorare per gli inglesi, nella sezione stampa del ministero degli Esteri. La sua rete di rapporti e di relazioni si sviluppa in modo importante tanto che costruisce rapidamente una carriera nel settore editoriale-televisivo al punto da arrivare ad essere considerato, negli anni Ottanta, il rivale di Rubert Murdoch. Per anni i due si contendono lo scettro della comunicazione, in un gioco di rivalità che vede quest’ultimo accaparrarsi il The Sun, come tabloid di punta più conservatore, e l’altro il The Mirror come quotidiano più di “sinistra”. Negli anni Novanta uno scandalo lo travolge: emerge, infatti, il furto di centinaia di milioni di sterline dai fondi pensione delle sue società per sostenere le azioni del suo gruppo. E qui viene la parte interessante: a sanare quel buco furono in parte le banche, Shearson Lehman e Goldman Sachs e il governo britannico.

Favori, compromessi. Sulla sua vita si disse di tutto, ma la voce più importante è quella che lo accusa di essere stato agente del Mossad, servizi segreti israeliani. Probabilmente, non chiacchiere. Al funerale di Robert, la cui morte avvenuta nel suo yacht a largo delle isole Canarie resta comunque avvolta da un alone di mistero, secondo alcuni, infatti, non fu malore ma venne ucciso proprio dai servizi segreti, parteciparono ad esempio le più alte cariche istituzionali israeliane. Il suo corpo, inoltre, fu sepolto sul Monte degli Ulivi a Gerusalemme. Insomma indizi che indicano una persona, per il mondo di Israele, importante.

Chi raccolse l’eredità di quella enorme rete di contatti, relazioni, denaro, ricatti e affari? E’ risaputo che Ghislaine Maxwell fosse la figlia prediletta di Robert, che lavorò per lui e che fu lei la persona incaricata di introdurre il padre nell’alta società di New York. Ghislaine crebbe a Oxford. Altra coincidenza: come Cambridge, Oxford è uno storico centro di reclutamento dei servizi segreti fin dalla Guerra Fredda. Ventenne, frequentò appunto gli ambienti elitari britannici per poi trasferirsi negli USA. A New York, forse lo stesso padre gli presentò per la prima volta Jeffrey Epstein, anche lui ebreo, che lavorava come consulente all’interno del mondo di Wall Street. Accanto a lui miliardari come Leslie Wexner, ugualmente figlio di ebrei di origine russa, colui che lanciò il brand Victoria Secret’s nel mondo, figura nota nell’establishment sionista americano. Wexner, infatti, attraverso la sua fondazione, è uno dei maggiori finanziatori del progetto di crescita di giovani leader israeliani. E’ in quel giro, è in quel mondo elitario sionista che lei incontra, appunto, Epstein il quale, guarda un po’, comincia a costruirsi la fitta rete fatta di soldi e sesso: strumenti ricattatori usuali nei servizi segreti.

Mentre lei gli sta accanto, il potere, da quel momento in avanti, passa tutto attraverso di lui: lui riceve banchieri, capi di governo, miliardari e filantropi di sorta. Lei gli fa da braccio destro. Lui, poi, mette a disposizione stanze, bambine, isole. Isole che, a ben vedere, oggi non è assurdo pensare fossero anche la base delle attività di spionaggio. E’ lui la chiave del meccanismo di controllo mondiale da parte delle èlite: gestisce i traffici sessuali, è il tesoriere di contatti e prove fotografiche, video, cartacee che mettono in ginocchio politici e vip di tutto il mondo. Una vera regia che affonda, dunque, le sue radici nel sionismo. Epstein e Ghislaine Maxwell sono dunque agenti Mossad utilizzati da qualcuno per ricattare mezzo mondo? Inquieta che la fitta rete di ricatti e influenze arrivi anche a toccare l’Europa e l’Italia. Epstein, o chi per lui, avevano a cuore l’esplosione politica della “destra”. Chiaramente nulla a che vedere con posizioni rivoluzionarie: ma quella destra a tratti abbaiante a tratti scodinzolante filoisraeliana. Salvini, magari Meloni, magari Afd, poi Le Pen figlia. Tutti questi, chiaramente, sempre accondiscendenti verso Israele e paladini delle origini giudaico-cristiane. Tutti attenzionati e probabilmente, chissà, anche foraggiati da queste lobby sioniste.

Ma chi stava o, meglio, chi sta al vertice di questo sistema? Nelle mail desecretate si parla, ad un certo punto, di un “boss”. Una persona influente che governa “il sistema Epstein”. Di chi si tratta? Il fratello di Epstein, che oggi rilascia interviste a gogo senza dire l’unica cosa che conta veramente, viene minacciato pesantemente in alcune delle mail emerse proprio qualora dovesse anche solo pensare di fare il nome.

Potere, sesso, soldi, pedofilia, servizi segreti, sionismo. Il vero vulnus, di tutta questa vicenda, è proprio questo stretto rapporto con Israele che accomuna praticamente tutti i personaggi coinvolti. Pensiamo solo all’ex primo ministro israeliano Ehud Barak : fondatore di un’azienda di controllo supertecnologica, investì 1 milione di dollari nella società attingendo proprio dal finanziere pedofilo Jeffrey Epstein. Un’azienda che raccoglie informazioni, potenzialmente utile ad agenzie di spionaggio. Dossieraggio puro. Perchè il finanziere investì in questo? Era agente Mossad?

Scene da film horror ma anche una spystory reale. In mezzo Israele già killer di bambini in Palestina e la cui fama di terra sconvolta dalla piaga della pedofilia, abbinata a rituali, acquista oggi peggiori sfumature. Nel 2020 un rapporto di Matzof (e attenzione la fonte è il Jerusalem Post non qualche “fascista” cattivo) indicava che sono circa 100mila le vittime all’anno di pedofilia. Oggi lo spy scandalo Epstein che sta facendo emergere come i tentacoli sionisti abbiano tentato di soggiogare il mondo. Tutto questo mentre in Italia si vuole far passare la legge “proteggi Israele” che vieterebbe di parlarne male. “Per capire chi vi comanda basta scoprire chi non vi è permesso criticare” (ed è una frase, andate a controllare, che non ha scritto Voltaire). Su questo anche Jeffrey Epstein, immaginiamo, ci darebbe ragione.

 

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