di Luigi Cortese

A Lione il confronto politico è scivolato, ancora una volta, nel sangue. Un gruppo di militanti del Collettivo Nemesis è stato aggredito nei pressi di una conferenza di Rima Hassan all’Institut d’Études Politiques de Lyon.

Il bilancio è pesante: Quentin, 23 anni, è stato brutalmente picchiato da un gruppo di antifascisti e trasportato in condizioni critiche all’Hôpital Édouard-Herriot, dove dopo ore di agonia è morto.

Il segnale politico è evidente: quando la militanza della sinistra radicale sceglie la strada dello scontro fisico, il confine tra attivismo e violenza si dissolve.

Il collettivo indica un presunto aggressore legato agli ambienti de La France insoumise e al deputato Raphaël Arnault — circostanza che, se confermata, aggraverebbe ulteriormente il quadro.

E’ un fatto politico difficile da ignorare: nelle piazze europee la violenza non è un fantasma del passato. E troppo spesso colpisce giovani militanti la cui unica “colpa” è stare dalla parte opposta della barricata..

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