Di Gloria Callarelli (La manifestazione di ieri a Roma)
Oggi i movimenti nazionalisti tra cui Les Nationalistes guidati da Ivan Benedetti, manifesteranno in onore di Quentin, il ragazzo ucciso a Lione dall’odio antifa. Sulla questione e sulla manifestazione di questo odio sempre più evidente anche in Italia, abbiamo intervistato Alessio Azara coordinatore regionale di Forza Nuova nel Lazio dopo la manifestazione commemorativa di Roma ad alta presenze giovanile.
Qual è l’origine, secondo Lei, dell’omicidio di Quentin a Lione?
L’odio. L’odio che una certa sinistra continua ad avere e a covare in sè stessa e che negli ultimi tempi sta uscendo fuori nuovamente in maniera preponderante. Il perchè stia accadendo proprio in questo momento, si possono fare delle ipotesi ma stabilirlo con precisione risulta difficile. Di fatto però sicuramente non è casuale, la morte di questo povero ragazzo non è frutto di un errore: è un’escalation di atti che stanno accadendo in tutta Europa ed era quasi ovvio, purtroppo, che si sarebbe giunti a questo tragico punto. Chi sono le persone che hanno agito è abbastanza chiaro, perchè sono loro a farcelo capire. Se chi è oggi accusato dell’omicidio è legato al partito di Melanchion significa che negli ambienti vicini ad alcuni parlamentari europei si sta formando un antifascismo radicale che non ha timore di utilizzare metodi violenti.
Si parla di una rete internazionale rossa…
Certezze non ve ne possono essere altre che quelle che loro ci danno: sono sempre le stesse persone che vengono individuate in Europa. Ricordiamoci la similitudine con il caso Salis. Una persona che, accusata di reati simili, viene salvata mandandola al Parlamento europeo. Oltretutto nella richiesta di estradizione si è formata un’alleanza, destra sinistra, che libertà salvata per un voto. Non ebbe la stessa sorte Lagos di Alba Dorata che fu estradato per reati non di sangue e con voto un’anime. Chi ha perpetrato questo atto orribile in Francia era anche presente a Roma quando sono avvenute altre aggressioni: sono fatti.
Ecco ci dice che cosa sta accadendo a Roma? Anche alcuni giovani di Fratelli d’Italia e di Forza Nuova hanno subito aggressioni.
A Roma la situazione sta peggiorando: nell’ultimo mese Forza Nuova ha subito ben due aggressioni. La dinamica è sempre la stessa: tanti contro pochi. Otto contro due o, come sabato scorso, cinque contro uno. Sempre ragazzi giovani assaliti alle spalle, buttati a terra e presi a calci. Questo non ricorda forse quello che è successo in Francia? In entrambi i casi i nostri sono riusciti o a divincolarsi o a difendersi. Ma deve essere chiara una cosa: la tipologia è sempre la stessa. Una tipologia vigliacca con attacco alle spalle di più persone. A tutto questo sommiamo anche una violenza diversa, la violenza delle parole: ci sono responsabili, ad esempio, del PD che fanno dichiarazioni tipo “fischia ancora il vento”, “le bombe a mano” e “attenti che vi facciamo una bella sorpresa noi”. Quindi c’è un’escalation che è presente da anni ma che adesso, cosa gravissima, fa da sfondo alla violenza fisica.
In un recentissimo episodio chiamano in causa Forza Nuova per il nastro di una targa commemorativa caduto nei pressi della sede del Partito Democratico.
Quello che deve essere chiaro è che noi rispettiamo i morti. Tutti i morti: non importa la parte politica di cui facevano parte perchè quando una persona muore, se ne occupa il Padre Eterno. Noi onoriamo i nostri caduti ma non disonoreremo mai i caduti degli altri. Non tocchiamo targhe, non tocchiamo fiori, non tocchiamo nulla. Invece le nostre sedi vengono costantemente imbrattate con frasi molto pesanti: fasci appesi, falce e martello, dovete morire, a cui noi rispondiamo normalmente facendo i tricolori sulle serrande che vengono vandalizzate. Noi quello che facciamo semplicemente è ripulire senza nessuna ritorsione. E questo deve essere chiaro in generale: possono inventarsi quello che vogliono o agire in maniera davvero pericolosa ma non avranno da noi nessuna reazione. Ci sarà certo un’acerrima difesa nel momento in cui saremo attaccati. Ma noi mai, mai e dico mai faremo un’azione contro qualcuno di nostra iniziativa. Sia perchè siamo contrari, sia perchè non vogliamo più cadere in quel giochetto. Tra di noi ci sono persone che hanno avuto esperienza di quegli anni, sanno bene cosa è accaduto.
Si sta ritornando agli anni Settanta?
Abbiamo abbastanza intelligenza ed esperienza per fare in modo che non riaccada. Se in politica si hanno idee forti, come le nostre, lo si dimostra parlandone, conquistando le menti degli altri. Viceversa i gruppi antifa, che non hanno più ideologia né idee, tendono a scivolare verso la violenza. La nostra forza non è fisica quanto politica e spirituale. Una forza, questa, che è per noi una barriera. E non la possono infrangere. Possono malmenare alcuni dei nostri ragazzi, sì, soprattutto se in numero così maggiore. Però non possono toccare il nostro scudo principale che è uno scudo mentale e spirituale prima che fisico.





Condivido tutto quanto detto dall’intervistato.
Sottolineo che la pericolosità dello squadrismo antifa – come altro definire un movimento che fa della violenza fisica parte integrante della sua identità politica? – è data certamente dalla sottovalutazione del fenomeno da parte di quelle istituzioni che dovrebbero garantire a tutti il diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero senza timore per la propria incolumità, ma sta soprattutto nelle velate giustificazioni o nell’appoggio neppure dissimulato che gli forniscono i partiti di sinistra, così come nelle coperture mediatiche e nelle complicità culturali radicate in un’Europa che non ha mai storicizzato il Novecento e in cui si continua ad evocare il fascismo come spauracchio universale per legittimare classi dirigenti ormai ampiamente screditate.