di Luigi Cortese

Sirene, evacuazioni, palazzi svuotati in fretta, strade bloccate. Poi, quasi sempre, il nulla. Nessuna bomba. Solo paura.

Negli ultimi giorni nelle grandi città italiane si moltiplicano gli allarmi bomba. Telefonate anonime, segnalazioni improvvise, interventi degli artificieri. Episodi che finiscono per rivelarsi falsi, ma che ogni volta paralizzano interi quartieri e mettono in moto la complessa macchina della sicurezza.

L’ultimo caso si è verificato nella mattinata di oggi a Palazzo di Giustizia di Milano, dove una serie di telefonate ha segnalato la presenza di un ordigno all’interno dell’edificio.

In pochi minuti è scattato il protocollo di emergenza: evacuazione di diversi piani, udienze sospese, centinaia di persone fatte uscire dall’edificio mentre polizia, vigili del fuoco e unità cinofile antiesplosivo iniziavano le verifiche. Il grande complesso giudiziario milanese, che ogni giorno accoglie magistrati, avvocati, dipendenti e cittadini, è stato controllato palmo a palmo dagli artificieri.

Al momento non risulta il ritrovamento di alcun ordigno. Ma per ore il tribunale è rimasto praticamente fermo, con la giustizia sospesa e la città in attesa.

Non è un episodio isolato. Nei giorni scorsi una raffica di segnalazioni simili aveva già fatto scattare l’allarme nel cuore di Roma, con evacuazioni e controlli in diverse zone del centro storico. Anche in quel caso, nessuna bomba. Solo telefonate anonime e una lunga scia di tensione.

Il fenomeno apre inevitabilmente diverse ipotesi.

La prima è la più semplice: sciacallaggio. Qualcuno che approfitta del clima di tensione per lanciare falsi allarmi, magari per puro protagonismo o per il gusto criminale di vedere una città fermarsi per qualche ora.

La seconda è l’effetto imitazione. Quando un episodio finisce sui giornali, spesso ne arrivano altri. Basta una telefonata, poche parole, e l’intero apparato di sicurezza si attiva.

Ma c’è anche una terza lettura, più sottile e più inquietante. Il contesto internazionale è tra i più tesi degli ultimi anni. Guerre, crisi geopolitiche, escalation militari quotidiane. In un clima simile la percezione del pericolo cambia. Le società diventano più sensibili, più nervose, più reattive.

Così una valigia dimenticata diventa un potenziale ordigno. Una voce anonima al telefono basta per svuotare un palazzo e bloccare una città.

In fondo il vero bersaglio di questi allarmi — veri o falsi che siano — non è un edificio. È la tranquillità collettiva.

Perché quando una società inizia a vivere nell’attesa del prossimo allarme, anche il falso diventa reale. E la paura, lentamente, comincia a camminare per le strade delle città.

Share via
Copy link
Powered by Social Snap