di Gloria Callarelli
Noelia aveva 25 anni. Aveva subito ripetuta violenza sessuale tanto che la sofferenza l’aveva portata a tentare il suicidio, rimanendo paraplegica. Aveva un disturbo borderline della personalità e un disturbo ossessivo-compulsivo con ideazioni suicide. Oggi Noelia non c’è più perchè lo stato spagnolo ha scelto, assecondando la sua disperazione, l’eutanasia. A nulla sono valsi i tre gradi di giudizio, la Corte Costituzionale, il tribunale europeo dei diritti umani. Per tutti la richiesta di Noelia di morire era legittima. Per tutti aveva facoltà di intendere. Come può questa ragazza aver scelto ragionevolmente e con sentimento di morire? Come è stato possibile assecondarla senza capire l’artificiosità di tale scelta? Cosa non va nel nostro mondo oggi?
Dobbiamo prima di tutto ragionare su un sistema giudiziario oramai gravemente malato che condanna i giusti e può decidere senza scampo sulla vita di una persona. Anche bambini: basti ricordare il diabolico “best interest” di Charlie Gard o Alfie Evans. Siamo di fronte a dei veri e propri sacrifici umani.
Questo sistema ammazza anzichè dare sostegno, aiutare, indicare un percorso alternativo. Questo sistema sceglie, inconsapevole o no, satana. Giudici, oggi, spesso ideologizzati, imbevuti di materialismo scelgono di restare sordi alle grida di giustizia e verità. Perchè va detto chiaro e tondo. Il problema è che questa società ha smesso di credere, ha smesso l’humanitas e la carità cristiana. L’abbandono di Dio del mondo odierno porta a non vedere con il cuore e la lettura della realtà e delle sue circostanze diventa distaccata, atea, anaffettiva. Si antepone l’interesse materiale o la ragion di Stato all’essere umano e al buon senso che la nostra cultura ci ha insegnato. Diventa comodo lavarsene le mani, quando non persino inevitabile perchè tutto deve corrispondere al pensiero unico e rientrare, secondo la società che ci vogliono imporre e che anni di indottrinamento ha portato, nel recinto del laicismo. A volte, orrore, queste scelte di morte avvengono anche perchè risulta perfino più economico. Perchè il denaro, oggi, ovviamente si sostituisce a Dio. E allora appare evidente quanto di questi tempi la società sia totalmente diabolica: non può obbedire, infatti, contemporaneamente a Dio e a Mammona.
I nostri cuori, induriti, hanno bisogno di amore e di ascolto. Abbiamo bisogno di dare e riceverlo. In questa triste vicenda si staglia, sopra ogni altra cosa, la forza e la tenacia di un padre che voleva bene a sua figlia e per questo ha tentato fino all’ultimo di proteggerla e salvarla. Il padre non si è mai rassegnato alla richiesta della giovane, chiaramente viziata dalle circostanze di salute e dalle difficoltà. Bastava vedere, bastava decidere con buon senso.
Ma la verità, sappiamo, è stata rivelata agli umili e non ai sapienti: e questa vicenda ce lo insegna. Così come insegna che la scelta più facile non è quella più giusta. Basta con le menzogne. L’unica eutanasia che vogliamo, oggi, è quella di questo sistema malato, marcio e diabolico. Che uccide gli innocenti. Che perpetua sacrifici umani spacciandoli per diritti. Una volta vi era la Santa Inquisizione, più giusta, certamente, della Diabolica Inquisizione di oggi. Che Dio abbia pietà di noi.





viviamo in un mondo diabolico dove a pagare sono sempre
gli innocenti.
ma poi questi galantuomini
faranno i conti con Nostro
Signore Gesù Cristo
È un errore grave, madornale, assecondare la volontà suicida di persone in momenti di comprensibile crisi o drastica deflessione dell’umore. È lo stesso errore perpetrato nei confronti di quei ragazzi che, in preda a tipica crisi adolescenziale d’identità, richiedono al medico e allo Stato la transizione di genere. È un errore perché è dimostrato che codeste crisi in alcuni casi (i più) vanno spontaneamente a risolversi, in altre possono risolversi con un adeguato aiuto e sostegno psicologico.
A prescindere dal caso specifico e dal carattere artificioso o pienamente consapevole della scelta, esiste il “diritto” di darsi la morte o di ricevere assistenza per farlo? Se l’individuo è padrone assoluto della propria esistenza, sì; se invece è custode – non proprietario – della vita ricevuta da Dio, no. Ora, anche chi è ateo si accorge che la prima asserzione è smentita dall’evidenza di un fatto: nessuno si dà la vita da se stesso; ne consegue che nessuno può rivendicare la liceità morale e giuridica di togliersela. Detto in altri termini, l’autodeterminazione del soggetto non può estendersi fino alla soppressione del soggetto stesso. Ma, nelle società in cui è più avanzata la secolarizzazione, cioè la progressiva scomparsa della dimensione religiosa sia nell’ambito pubblico che in quello privato, pare proprio che il tramonto della fede vada di pari passo con lo smarrimento della ragione.