di Luigi Cortese (foto fonte TermometroPolitico)

C’è un’aria pesante in Italia. Non è solo la paura di vedere i prezzi della benzina schizzare alle stelle o il timore di trovarsi con la luce staccata all’improvviso. È la sensazione, sempre più diffusa tra le persone comuni, che stiamo pagando il prezzo altissimo di una guerra che non ci appartiene e che non abbiamo scelto.

A dare voce a questo sentimento è l’ultimo sondaggio di Termometro Politico, e i numeri sono uno schiaffo in faccia alla linea ufficiale del Governo: quasi un italiano su due non ha dubbi e punta il dito contro gli Stati Uniti e Israele.

La gente ha capito: la crisi ha un nome e un cognome

Mentre nei talk show si parla di strategie geopolitiche complicate, nelle case degli italiani la percezione è molto più semplice e brutale. Il 45,6% dei cittadini è convinto che se oggi rischiamo il collasso energetico, la colpa sia di chi ha scatenato una “guerra insensata e illegale”.

È un dato che fa tremare i polsi: la metà del Paese vede nei nostri principali alleati la causa della propria rovina economica. Al contrario, la narrazione del “cattivo iraniano” che blocca lo stretto di Hormuz convince pochissimi (appena il 9,4%). Segno che la propaganda non attecchisce più quando tocca il portafoglio delle famiglie.

Una politica sorda ai bisogni delle persone

Cosa ci dice tutto questo? Ci dice che gli italiani sono stanchi. Sono stanchi di sentirsi dire che “dobbiamo fare sacrifici” per sostenere conflitti lontani. C’è chi rimpiange il nucleare e chi chiede di tornare a parlare con la Russia, ma il blocco più grande di persone chiede una cosa sola: smettere di seguire ciecamente una strada che ci sta portando nel baratro.

Il Governo si trova davanti a un bivio umano prima che politico. Da una parte ci sono i patti di palazzo e le alleanze internazionali; dall’altra ci sono milioni di padri e madri di famiglia che guardano con ansia l’indicatore della benzina e la spia del contatore.

È ora di scegliere l’Italia

Non possiamo più permetterci di essere “più realisti del re”. Se la maggioranza degli italiani percepisce l’asse con Israele e USA come la fonte dei propri problemi, continuare su questa rotta non è solo un errore politico, è un tradimento del buonsenso.

Chiudere con la politica di Israele e smetterla di avallare ogni mossa di Washington non è un capriccio diplomatico, ma l’unico modo per ridare respiro a un Paese che non ce la fa più. La politica deve tornare a fare gli interessi della sua gente, non quelli di chi, a migliaia di chilometri di distanza, decide della nostra luce e del nostro calore. Prima che sia troppo tardi, e che il buio diventi realtà.

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