di Redazione
Papa Leone XIV denuncia le contraddizioni delle politiche familiari europee: aborto elevato a diritto, crisi demografica e attacco alla famiglia.
Un allarme contro le derive della “cultura dello scarto” della società attuale, che hanno come conseguenza una continua logica abortista e delle false politiche familiari che, anziché mettere davvero al centro la famiglia, promuovono delle ideologie. È questo il monito che Papa Leone XIV ha rivolto ai Membri dell’Intergruppo sulla Demografia del Parlamento Europeo, che ha incontrato nella mattinata di ieri, lunedì 25 maggio, pochi minuti prima di presentare l’Enciclica Magnifica humanitas, in Vaticano. Presenti all’incontro anche il Commissario europeo per il Mediterraneo Dubravka Šuica, il Ministro italiano per la Famiglia, la Natalità e le Pari Opportunità Eugenia Roccella e il Rappresentante speciale dell’OSCE per il cambiamento demografico e la sicurezza Gudrun Kugler.
L’intergruppo sulla Demografia del Parlamento Europeo – di cui uno dei copresidenti è l’eurodeputato Paolo Inselvini – ha infatti tenuto, proprio ieri, una conferenza internazionale a Roma, durante la quale ha tenuto la sua relazione anche la portavoce di Pro Vita & Famiglia Maria Rachele Ruiu.
«Negli ultimi decenni – ha affermato il Pontefice – possiamo constatare che il rifiuto dell’ispirazione cristiana dei padri fondatori delle istituzioni dell’Unione Europea ha condotto a una stagione di drastica sterilità, non soltanto perché a troppi è stato negato il diritto di nascere, ma anche perché si è venuti meno al compito di trasmettere ai giovani gli strumenti materiali e culturali necessari per affrontare il futuro», ha chiarito il Pontefice, facendo dunque un chiaro riferimento a quella “negazione del diritto di nascere” propria dell’aborto.
«Di conseguenza – ha proseguito – ci troviamo non di rado di fronte alle contraddizioni di presunte politiche a favore della famiglia che, allo stesso tempo, promuovono discriminazioni nei confronti della maternità, esaltano l’aborto come un diritto e minano le stesse fondamenta del desiderio di costruire una famiglia». Il Papa ha inoltre sottolineato l’importanza di dedicarsi al problema demografico, in quanto esso «rappresenta una sfida urgente con implicazioni concrete per milioni di persone e per le loro famiglie in quella che “sta diventando il ‘vecchio continente’ non più per la sua gloriosa storia, ma per la sua età avanzata”».
Secondo Leone XIV, infatti, «i dati demografici non sono semplici statistiche, ma parlano di paternità, maternità e figli. E i figli sono il futuro! Parlare del futuro significa però riferirsi a uno sviluppo integrale e sostenibile, seriamente ostacolato in assenza di solidarietà tra le generazioni». Di conseguenza, ha sottolineato sempre Prevost, «tutte queste questioni necessitano di essere studiate e affrontate con urgenza» ed è doveroso «elaborare idee innovative di cui l’Europa e il mondo hanno oggi disperatamente bisogno».
Idee innovative e proiettate verso il futuro del nostro Continente che, secondo il Pontefice, devono però necessariamente andare di pari passo con la tutela della «dignità fondamentale di ogni persona e del ruolo della famiglia nella società» e, allo stesso tempo, con il saper offrire agli uomini e alle donne del nostro tempo «quei principi immutabili capaci di orientarli nella risposta alle domande fondamentali che ogni epoca si pone: qual è il significato e il valore della vita umana; che cosa sia una società autenticamente umana; e quale mondo desideriamo consegnare alle future generazioni».
In definitiva, dunque, l’incontro tra Papa Leone XIV e l’Intergruppo sulla Demografia del Parlamento Europeo ha voluto ribadire qual è il vero contributo che i cristiani vogliono offrire al progetto europeo, ovvero: «fare in modo che le politiche guardino alla persona umana nella sua integralità e promuovano sempre la dignità di ogni essere umano. Solo così – ha precisato il Santo Padre – potrà aprirsi una via autenticamente umana per affrontare la crisi demografica, orientata al bene comune e al benessere delle future generazioni. In effetti – ha concluso – soltanto una nuova primavera della famiglia potrà sciogliere il gelo invernale delle nostre popolazioni che invecchiano!».
«Un giornata storica, che ci riempie di orgoglio per cui ringraziamo il Santo Padre», ha dichiarato l’eurodeputato Paolo Inselvini. «Non è un caso – ha spiegato – che sia stato scelto quello per la Demografia come primo Intergruppo della storia accolto dal Papa. Abbiamo dato un messaggio di unità sul tema, con la presenza delle più alte cariche, evidenziando l’importanza di tutelare la dignità della Vita in tutte le sue fasi. Questo segna le priorità del Papa per la Chiesa, che deve segnare la direzione anche per l’Europa intera»
fonte: ProVita&Famiglia





Alcune brevi riflessioni.
Sull’aborto.
Visto che negli ultimi tempi la Chiesa è particolarmente prodiga di scomuniche – già emesse (come nel caso dell’arcivescovo Carlo Maria Viganò) o annunciate (come nel caso della Fraternità Sacerdotale San Pio X)… stranamente sempre nella stessa direzione… -, perché non scomunicare anche i politici favorevoli all’aborto? Certo, una mossa del genere le scatenerebbe contro un’ondata di pressioni diplomatiche, campagne mediatiche di discredito morale e attacchi ai propri asset finanziari, ma almeno tutto sarebbe chiaro, alla luce del sole e accessibile a tutti; “i princìpi non negoziabili” verrebbero finalmente sottratti alla vuota retorica e “la tutela della vita umana fin dal concepimento” non si presterebbe più a dubbie interpretazioni né a vergognosi compromessi.
Sull’ispirazione cristiana dei padri fondatori dell’Unione Europea.
In realtà, ad ispirare la UE c’è tutto fuorché il cristianesimo. Si parla sempre di Schuman, Adenauer e De Gasperi, ma il vero ispiratore delle istituzioni europee è stato il conte Coudenhove-Kalergi. Questo personaggio, iniziato nel 1921 alla massoneria nella loggia “Humanitas” di Vienna, nel 1923 pubblicò il saggio “Paneuropa”, in cui promuoveva con grande energia e convinzione la realizzazione dell’unità europea. E come si sarebbe dovuta realizzare questa unità europea? Leggiamo nel suo pamphlet: “La Russia rappresenta il maggior pericolo di invasione per l’Europa… la questione europea sarà risolta o volontariamente con la costituzione di una Federazione Pan-Europea, oppure forzatamente da una conquista russa”. Se al posto di “Federazione Pan-Europea” mettiamo “Stati Uniti d’Europa”, sembra di sentir parlare Kaja Kallas! Ma è nel suo libro “Idealismo pratico”, del 1925, che il conte austro-nipponico delinea per il continente europeo un futuro multietnico e multiculturale, e individua “… nella classe degli intellettuali ebrei, un tipo di uomini che, per la loro intera evoluzione e tradizione, è predestinato ad essere il pioniere di un’Europa pacificata e unita”. Nessuno stupore che quasi un secolo dopo, il 13 giugno 2022, Ursula von der Leyen abbia detto: “L’Europa si fonda sui valori del Talmud”… Sì, l’avevamo capito ma, per favore, finiamola di confondere l’Europa con l’Unione Europea!
Sulla necessità di “elaborare idee innovative di cui l’Europa e il mondo hanno oggi disperatamente bisogno”.
Qui sono pienamente d’accordo con Leone XIV: per reagire a una progressiva perdita di vitalità, l’Europa e il mondo hanno bisogno di idee-forza, radicate nella tradizione spirituale e morale premoderna, capaci di mobilitare i popoli e guidare l’azione storica. Soprattutto – e il Papa dovrebbe saperlo più di chiunque altro – è necessario riscoprire il vigore straordinario di un cattolicesimo non inquinato da suggestioni moderniste, progressiste e protestanti.