di Roberto Fiore

Persino il Corriere della Sera, cuore dell’aristocrazia giornalistica che da 100 anni cerca di combinare gli interessi dei poteri con quello dei governi, a proposito dell’immigrazione dice che l’affermazione “questi pagano le nostre pensioni” non può più essere utilizzata. In particolare si dice che l’avanzata della destra estrema in Europa non ha evitato l’esacerbarsi della situazione né l’aumento della paura delle gente e pertanto qualcosa di più va fatto…

A questo proposito dobbiamo ricordare che il principale responsabile dell’aumento dell’immigrazione in Italia degli ultimi anni è il governo Meloni che, con la scusa dei flussi regolari, fa entrare nel nostro Paese dall’Africa e dall’Asia 380mila persone ogni anno; l’aumento negli ultimi quattro anni è di almeno un milione e mezzo di immigrati che non trovano nessun riscontro nel mondo del lavoro. Infatti le statistiche sono chiare:
su 160mila immigrati cui viene dato un permesso di lavoro agricolo, solamente un settimo di questi effettivamente lavora secondo il contratto che li ha fatti entrare e vive in un appartamento dignitoso. Sei su sette che arrivano in Italia, quindi, vengono smistati in centrali dello sfruttamento e del crimine che li sistemano in stanze da venti persone per essere pagati, se va bene, tre euro l’ora.

Non capisco come il Ministro Foti, che è al vertice degli organismi che determinano i flussi, non abbia potuto percepire il grido disperato di immigrati ingannati e di interi territori che vivono nella paura, nello strozzinaggio e nella violenza e dove l’ingiustizia grida vendetta al Cielo. Entrano regolarmente con contratti falsi, pagano somme importanti ai caporali ed entrano in un sistema che li porta inevitabilmente alla illegalità. Questi sono i flussi Foti e Meloni.

È evidente in tutto questo l’assurdità di chi ha pensato di scrivere una legge come quella della remigrazione e di presentarla allo stesso governo pensando di risolvere il problema. Governo che è il responsabile di questo tradimento politico. Vi è ovviamente una struttura, un Deep State, infatti, che impedisce di affrontare l’immigrazione come effettivamente dovrebbe e a questo noi dobbiamo rispondere con spirito rivoluzionario e con proposte nuove.

Altra cosa infatti sarebbe se un governo decidesse di togliere le tasse che portano un lavoro già mal pagato ad essere peggio pagato con 9-10 euro e mezzo lorde all’ora e quindi almeno cinque-sei euro nette nelle mani del bracciante regolare. Quanti sarebbero gli italiani disposti a lavorare la terra con queste nuove condizioni?

Un nuovo governo nazionale dovrebbe chiedere: l’immediato blocco dei flussi; il censimento e l’espulsione almeno di coloro che sono senza lavoro; l‘offerta di lavoro detassato per favorire un bracciantato nazionale; il ritorno ogni anno di mezzo milione di italiani che vivono all’estero (Stati Uniti, Brasile e Argentina) in modo da controbilanciare il crollo delle nascite che porta ad una perdita di 400 mila italiani che sono rimpiazzati, invece, di fatto dalla Meloni con altrettanti immigrati Africani e asiatici.

Ma come immediato rimedio dobbiamo scendere nelle nostre strade, con il nostro popolo e presidiare le nostre strade che i nostri padri ci hanno lasciato libere e sicure e che oggi abbiamo il dovere di passare alla stesso modo ai nostri figli.

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