di Roberto Fiore
Nel 1986, a Londra, dopo una militanza radicale ed intensa, reduce da un’educazione cattolica al Marcantonio Colonna di Roma, con i Christian Brothers, ritorno a Santa Romana Chiesa attraverso la Fraternità San Pio X. Il mondo tradizionalista, rappresentato dalla Fraternità, ebbe in quel momento la capacità di porre delle questioni con riflessi anche fortemente politici.
Quando nel 1988 vi fu la cosiddetta rottura con l’accusa di scisma da parte di Giovanni Paolo II, non ebbi dubbi nello schierarmi dalla parte di monsignor Marcel Lefebvre (assieme a Massimo Morsello e tanti italiani ed europei che avrebbero poi influenzato la politica nei loro paesi a favore del cattolicesimo tradizionale), che insisteva su alcune questioni fondamentali per la Fede:
1- La posizione antiliberale e antiliberista, che acquisisce oggi importanza rispetto alla deriva neoliberista americana che è in netto contrasto con la Dottrina Sociale;
2- La chiara posizione antisionista, che poggia sull’accusa di deicidio e che pone in conflitto la fede cattolica con quella ebraica;
3- Il problema dell’abbandono, da parte del Vaticano, degli Stati che volevano conservare la propria costituzione cattolica. Quell’abbandono ha portato sconcerto e confusione in tutti quei popoli che faticheranno tanto, nei decenni successivi, per mantenere le leggi naturali a favore della vita e della famiglia.
Va detto poi che con la Fraternità, che ha triplicato la sua forza negli ultimi decenni, si sono sviluppate tante scuole e missioni che hanno fatto del Tradizionalismo la Rocca certa della Fede e, se si pensa alle migliaia di famiglie numerose in tutto il mondo… una garanzia per il futuro cristiano delle società.
Oggi massoneria e sionismo sono più deboli rispetto al 1988, quando forti pressioni furono esercitate nei confronti del Vaticano per arrivare a una vera e propria rottura. Ratzinger ebbe poi il coraggio di affrontare la questione al fine del reintegro della Fraternità nella Chiesa, oggi invece ci troviamo di fronte ad una situazione in cui l’esito di questa importante giornata del Preziosissimo Sangue di Nostro Signore, è ancora incerto.
Per me e FN, nonostante molti aderenti siano agnostici o non abbiano una posizione completa sulla fede, il tradizionalismo cattolico della Fraternità San Pio X rimane un punto di riferimento spirituale intramontabile.
Riteniamo che il ritorno di Roma Eterna a Roma sia un fatto inevitabile: è solo questione di tempo e le tesi fondamentali della Fraternità, di monsignor Lefebvre e di milioni di tradizionalisti nel mondo torneranno ad essere centrali in quel conflitto metastorico e atemporale in cui Roma si scontra con il caos.
Forse, ricorderemo questo primo luglio come la giornata scelta dalla Provvidenza per fare sì che Dio torni a dominare sul mondo.





Quello che si è consumato questo primo luglio è uno scisma, un peccato gravissimo e ingiustificabile, una ferita al Corpo mistico di Cristo che non può essere curata da chi l’ha prodotta semplicemente continuando a dire di amare la Chiesa e di non volerla dividere. Un simile atto allontana irrimediabilmente chi lo compie – e chi con piena consapevolezza lo approva – dalla comunità ecclesiale, mettendo a serio repentaglio la propria salvezza eterna. Certo, la Provvidenza trae il bene dal male, ma questo non significa che il male sia voluto da Dio o che sia una “buona cosa”; significa che Egli lo permette perché rispetta la libertà umana e, attraverso di esso, può far emergere esiti positivi altrimenti irraggiungibili, come la redenzione e la crescita spirituale. Voglia il Cielo trasformare questo male scismatico in un’occasione di grazia.
mah qui forse l unico ke non avrà la salvezza eterna è papa francesco con le nefandezze ke ha fatto questo non sembra discostarsi molto.dopo Nbenedetto e finita
Confesso che non sapevo cosa vogliono i lefebvriani ed ho chiesto a google .
Google , citando come sua fonte “il fatto quotidiano” e wikipedia , mi ha detto :
” I lefebvriani ( o seguaci della Fraternità Sacerdotale di San Pio X ) sono cattolici ultra-tradizionalisti che si oppongono alle riforme del Concilio Vaticano II . Sostengono un ritorno al modello di società pre-moderno e difendono una visione patriarcale e gerarchica della famiglia , rifiutano il dialogo interreligioso e respingono l’immigrazione e le unioni omosessuali .
Il movimento fondato dall’arcivescovo Marcel Lefebvre promuove una serie di convinzioni precise :
1) Il ruolo della famiglia e della donna : il movimento sostiene un modello ultra-patriarcale in cui il marito è il capo spirituale e materiale della casa , mentre la donna è strettamente dedita alla famiglia ;
2) è contro le istanze LGBTQ+ e l’aborto , si oppone radicalmente all’omosessualità e al matrimonio egualitario e alle istanze femministe , considerandoli sintomi della degenerazione della società moderna ;
3) chiusura all’immigrazione e difesa delle posizioni nazionaliste e conservatrici , vedendo l’immigrazione ed il multiculturalismo come una seria minaccia all’identità cristiana tradizionale;
4) rifiuto della modernità della Chiesa riformata , contrasto all’ecumenismo , alla libertà religiosa , ritenendo la religione Cristiana Cattolica come unica e sola religione di Stato . Inoltre si oppone alla riforma della Santa Messa introdotta dopo il Concilio Vaticano II , chiedendo che venga celebrata in latino , come un tempo prescritto dall’antico Rito Tridentino ” .
Beh ! Eccezzion fatta per il dialogo interreligioso e lo scontro con la Chiesa di Roma , che mi lasciano nell’animo un po’ di amaro , ritengo che costoro siano , sostanzialmente , delle brave persone . A me stanno pure simpatiche . Manderei tranquillamente mio figlio di 6 anni a sentir Messa da loro , dopo averlo sottoposto , ovviamente , ad un accellerato corso di latino .
Personalmente, non dubito che i lefebvriani siano delle brave persone e condivido gran parte delle cose che dicono, ma non è questo il punto. Il nocciolo della questione è: 1) che non accettano gli insegnamenti del Concilio Vaticano II; 2) che ritengono lecito consacrare dei vescovi contro l’esplicito volere del Papa. Per quanto riguarda il primo aspetto, sostengono la natura pastorale, e quindi non strettamente vincolante, del Concilio. Evidentemente ignorano, o fingono di ignorare, che due sue costituzioni – la Lumen Gentium (sulla natura della Chiesa) e la Dei Verbum (sulla divina Rivelazione) – sono dogmatiche, non pastorali. Inoltre, se è vero che all’interno della Chiesa c’è libertà di discutere il modo di applicare gli ammaestramenti, è altrettanto vero che l’accettazione sincera di tutti i concili – quindi anche del Vaticano II – è condizione indispensabile per essere in piena comunione. Quanto al secondo aspetto, è interessante rileggere la dichiarazione – riportata integralmente da Fahrenheit 2022 il 16 maggio scorso – del superiore della Fraternità Sacerdotale San Pio X, che riassume le basi della fede cattolica e ribadisce che gli appartenenti al suo istituto credono nelle stesse cose in cui crede la Chiesa di sempre. E su questo non c’è nulla da obiettare. Il testo prosegue affermando che “il Romano Pontefice, Vicario di Cristo, rappresenta l’unico soggetto che detiene l’autorità suprema su tutta la Chiesa. Solamente Egli attribuisce direttamente agli altri membri della gerarchia cattolica la giurisdizione sulle anime”. Ma se, come correttamente si dice, la fede insegna che il Papa è l’unico con il potere di governare tutta la Chiesa, nominare nuovi vescovi contro la sua volontà è un’azione che contraddice totalmente questo principio e rompe l’unità ecclesiale. Dire di voler difendere la fede e la Chiesa agendo contro i loro stessi insegnamenti, è come cercare di spegnere un incendio gettandovi sopra della benzina.
Dici bene , ma è prorpio ciò che ha accelerato
l’allontanamento da Roma e la conseguente ed inevitabile rottura .
Probabilmente , era proprio questo che , da qualche tempo , i lefebvriani volevano .