Di Roberto Fiore
Dopo la chiusura di Hormuz il presidente Eni, Descalzi, uscì con dichiarazioni nette sulla necessità di riprendere i rapporti energetici con la Russia.
Il Deep State non era d’accordo e decretò la fine dell’ultimo contratto di gas con la Russia per l’1 gennaio del 2027.
Allo stesso tempo l’Eni annunciava l’arrivo di un grande accordo con Cipro che ci avrebbe consegnato quantità sconfinate di gas. Cipro omeglio dire… Israele.
Infatti l’enorme giacimento di gas è fra Libano ed Israele …ma la sovranità dello specchio d’acqua è interamente libanese: eppure Telaviv cerca in tutti i modi di impossessarsene.
Oggi a Roma nell’ambasciata americana, ha luogo un incontro fra Libano, Usa ed Israele in cui quest’ultimo, con l’avallo americano, cerca di ottenere con il ricatto delle armi, il gas che poi diverrà la base di un nuovo hub di approvigionamento per Italia ed Europa.
La nostra posizione è semplice:
– Riprendere subito i rapporti energetici con la Russia;
– Disconoscimento degli accordi fra Israele, Grecia e Cipro, il cui gas appartiene al popolo libanese;
– Rescissione dei rapporti diplomatici con lo stato genocida che oggi è purtroppo, grazie a Fratelli d’Italia, lo stato favorito.





L’Italia dovrebbe ripristinare subito delle normali relazioni con la Russia e interrompere ogni rapporto con lo Stato genocida d’Israele: il vero elemento di eccezionalità di Forza Nuova risiede nella sintesi simultanea di queste due posizioni radicali, una combinazione che rompe completamente le logiche dei blocchi parlamentari. All’interno del dibattito istituzionale, infatti, i due temi viaggiano su binari totalmente opposti: le forze politiche di destra che guardano con indulgenza o pragmatismo alla Russia difendono al contempo Israele a oltranza, arrivando a livelli di sudditanza a dir poco imbarazzanti; viceversa, i partiti di sinistra che in vario modo contestano le politiche più ripugnanti dello Stato ebraico esprimono un’accesa russofobia appena mitigata – nella sinistra estrema – da un fumoso pacifismo. Sganciandosi da queste dinamiche, il movimento guidato da Roberto Fiore unisce un atteggiamento filorusso militante – inteso come difesa dei valori tradizionali e contrasto all’egemonia statunitense – con un antisionismo radicale, proponendo una rottura totale con l’intero asse geopolitico composto da Washington, Bruxelles e Tel Aviv.
Vorrei sapere cosa ne pensa Vannacci sulla questione . Il nocciolo del problema,che per altri è intoccabile ,cioè il sionismo. La politica estera ti porta necessariamente a toccare il vertice di ogni dinamica, cioè la mafia ebraico-isrsaeliana in tutte le sue forme. E pare che Israele, sempre, per quanto riguarda il gas,stia cooperando con il Marocco. Anche qui per portare il gas all’Europa.