di Gloria Callarelli
Nessun rispetto per i morti. Il post sconcertante, datato 17 settembre 2026, che abbiamo scovato in una delle pagine filosioniste su Facebook, fa rabbrividire: “Oggi, due anni dalla splendida operazione del #mossad contro #Hezbollah”. Non solo. Si legge ancora, nella foto, la citazione: “Una piccola scintilla, un grande colpo”.
Lo squallido e inaccettabile riferimento, lo ricorderete, è all’operazione del Mossad “Beeper” avvenuta il 17 e 18 settembre del 2024 in Libano e Siria, che ha provocato l’esplosione contemporaneamente di migliaia di cercapersone e dispositivi. All’interno dei piccoli apparecchi fu inserito dell’esplosivo che deflagrò, sollecitato da segnali radio/digitali, a distanza. Un fatto sconcertante che provocò decine di morti e migliaia di feriti, chiaramente anche tra la popolazione civile.
Pochi giorni fa, la pagina in questione, “Israele 360”, riportava la notizia festeggiando l’atto omicida. Questi sono i post dei filosionisti, questi sono i post tollerati da Facebook che invece, all’occorrenza, silenzia anche inchieste giornalistiche. Basti vedere il nostro servizio sulle infiltrazioni sioniste nelle rinnovabili o l’ intervista a leader politici antisistema. E pretendono, pure, dalle parti del governo Meloni, di far passare il ddl antisemitismo. Così non si potranno nemmeno più denunciare queste porcherie. Far conoscere cos’è il sanguinario sionismo. Per loro nessun silenzio, per loro nessun ddl.
Meglio, forse: così tutti sapremo e non potremo dire di non essere stati avvisati. Nessun rispetto per i morti, figurarsi per i vivi e per la verità. Che vi sia di lezione: questo è, sempre più chiaramente, il becero sionismo che pretendete di difendere.





Quello che scrivono i filosionisti su Facebook, per quanto ribrezzo possa suscitare in qualunque essere umano che ancora si riconosca tale, non deve stupire più di tanto chi ha capito con quale bestia ha a che fare. E allora, facciamo un breve riepilogo di ciò che realmente è il sionismo.
Storicamente, il sionismo è l’ultima espressione del colonialismo di insediamento, cioè di un progetto politico che prevede la sostituzione della popolazione nativa della Palestina con una popolazione di coloni ebrei, la cui immigrazione di massa è stata inizialmente promossa dall’Impero britannico (i nostri destrorsi, che sono filosionisti ma s’indignano per l’ondata migratoria e la sostituzione etnica, facciano pace con il cervello). Il processo di colonizzazione si sviluppa fin dalle origini attraverso l’uso sistematico della violenza, come dimostrano le azioni del terrorismo ebraico pre-israeliano guidate da organizzazioni paramilitari come l’Hagana, l’Irgun e la Banda Stern (Lehi), responsabili di attentati e massacri sia contro la popolazione araba sia contro le autorità britanniche. L’obiettivo di stabilire e preservare una maggioranza demografica ebraica in Palestina comporta necessariamente la rimozione con ogni mezzo della popolazione araba autoctona, dinamica che trova il suo culmine nei tragici eventi della Nakba del 1948, prosegue senza sosta attraverso la colonizzazione della Cisgiordania (attuata tramite l’espropriazione delle terre, la costruzione di insediamenti illegali e la frammentazione del territorio palestinese), fino a giungere alle sue conseguenze più estreme con il genocidio perpetrato nella Striscia di Gaza… Tanto per chiarire che la pulizia etnica non riguarda un determinato governo israeliano, ma è connaturata al sionismo e allo Stato che su di esso si fonda.
Tuttavia, la spinta espansionistica dello Stato ebraico va ben oltre la Palestina e investe direttamente anche il Libano e la Siria. Tale politica risponde al progetto ideologico e strategico del “Grande Israele” rivendicato pubblicamente dal governo di Benjamin Natanyahu. Si tratta di un disegno che mira (con la determinante complicità del gigante scemo statunitense) a estendere il controllo territoriale esclusivo di Israele su gran parte del Medio Oriente, cancellando ogni prospettiva di sovranità palestinese o di autodeterminazione dei popoli vicini.
P.s.: se dovesse essere approvato il disegno di legge voluto dal governo Meloni che equipara l’antisionismo all’antisemitismo, anche questo commento sarebbe vietato.